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Lodiprotagonista contro i metodi Equitalia. Anche il consigliere Arensi presenta mozione in Provincia

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«Pur riconoscendo ad Equitalia il fondamentale ruolo di recupero di crediti evasi o parzialmente non corrisposti allo Stato, sono inaccettabili i mezzi con cui procede al recupero di dette somme. Il Governo deve mettere mano ad Equitalia nel suo insieme e introdurre strumenti di maggior tutela dei contribuenti, già provati dalla crisi economica. La prima casa per una famiglia e i beni strumentali per un’azienda sono di vitale importanza per la sopravvivenza del tessuto sociale ed economico di un territorio. Nella maggior parte dei casi i contribuenti in questione non sono evasori, ma imprese o lavoratori autonomi che hanno regolarmente dichiarato ma che, per colpa della crisi e dei mancati o scandalosamente ritardati pagamenti della Pubblica Amministrazione, si ritrovano in sofferenza. Esercitare un’ulteriore pressione sulle famiglie e sulle imprese è quanto mai inopportuno per il mantenimento di un tessuto sociale coeso e per una politica economica e sociale tendente a dare maggiore respiro all’economia delle famiglie e delle imprese che sono il vero motore del mercato del consumo e del lavoro.»

Spiega così il Consigliere Provinciale Emanuele Arensi (in foto a destra) le motivazioni che lo hanno spinto a presentare al prossimo Consiglio Provinciale di Lodi la mozione ad oggetto “misure di intervento nei confronti delle azione operate sul territorio provinciale da Equitalia SpA” e già nella giornata di ieri (23 febbraio per chi legge, ndr) iscritto ai lavori della conferenza dei capigruppo.

Sulla questione si sta muovendo anche l’associazione in seno al Pdl, Lodiprotagonista (della quale Arensi fa parte), promuovendo attraverso la sua nuova campagna una raccolta firme finalizzata ad un disegno di legge per riformare Equitalia. L’iniziativa è stata presentata quest’oggi (23 febbraio, ndr) nella sede dell’associazione e illustrata da Francesco Maria Filipazzi (in foto a sinistra), il quale ha spiegato appunto come Equitalia sia diventata “come uno strozzino di stato, tanto vale legalizzare lo strozzinaggio“. Anch’egli è d’accordo che non è in discussione la funzione di riscossione, ma bensì le modalità con cui la stessa viene eseguita, sugli improponibili interessi, sul fatto che Equitalia continui a pignorare beni con il quale le aziende devono lavorare. “Come pretendere che un’azienda rifondi il suo debito con lo Stato quando gli si sottraggono gli strumenti con cui lavorare?”. Un gazebo informativo sull’argomento sarà allestito domenica mattina (dalle 10:00 alle 12:30) in piazza della Vittoria a Lodi.

«Dai dati ufficiali emerge che Equitalia negli ultimi quattro anni ha raddoppiato gli incassi – spiega Arensi –Un dato confortante sulla sua attività se considerato nelle cifre, ma concretizzato attraverso discutibili mezzi sotto il profilo etico e sociale. Negli ultimi mesi il sistema ed i metodi della riscossione hanno spesso tristemente mostrato attraverso fatti di cronaca l’esistenza di notevoli criticità sulle modalità di applicazione sia degli interessi che delle sanzioni ed azioni successive. È ormai noto che Equitalia ha spesso applicato il tasso medio applicato dalle banche sui prestiti anziché il tasso di interesse legale e imposto ipoteche su tutto nonostante la Corte di Cassazione con sentenza del 22 febbraio 2010 n. 4077 abbia stabilito che sono illegittime le ipoteche iscritte sui beni immobili se il debito verso l’erario è inferiore agli otto mila euro. Legittimo per lo Stato rafforzare i mezzi di riscossione, ma non è giustificabile né il metodo grande fratello con cui conduce indagini sui contribuenti né la vessazione operata con il pignoramento coatto di risparmi, stipendi, abitazioni e beni strumentali fondamentali ad un’azienda per produrre reddito e dare lavoro». 

La mozione impegnerà la Giunta Provinciale a farsi promotrice attraverso la Regione ed i Parlamentari del territorio per chiedere un intervento presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze per la modifica della rateizzazione delle somme in riscossione da Equitalia, per passare dalle attuali 72 rate a 120 e il livellamento i parametri di accesso alla rateizzazione, ridurre l’aggio a favore di Equitalia al 2%, la cancellazione degli oneri accessori per le imprese o persone fisiche che abbiano dichiarato lo stato di crisi e l’utilizzo del tasso di interesse legale; inoltre si chiede all Giunta di valutare nell’ambito degli interventi a sostegno dell’economia misure finanziarie di supporto alle imprese in situazione di obiettiva difficoltà per le pendenze nei confronti degli enti di riscossione.

Paolo Sartorio Foto © Lodinotizie

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