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Lodigiano. Bioenergie, opportunità per le aziende agricole

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Antonio Boselli

“Lo vogliamo ribadire ancora una volta: le bioenergie ed il biogas in particolare non influiscono minimamente sulla produzione agricola destinata al settore alimentare”: lo conferma oggi Antonio Boselli (in foto), Presidente di Confagricoltura Milano, Lodi, Monza Brianza intervenendo sulla questione dopo gli allarmismi ingiustificati diffusi all’opinione pubblica in questi giorni.

La provincia di Lodi con i suoi 16 impianti a biogas in esercizio, i 17 programmati ed i 5 in fase istruttoria è tra le province lombarde che più hanno colto le opportunità offerte dalle nuove tecnologie nel settore della produzione di bioenergia; “eppure nulla è stato perso in termini di capacità produttiva per quanto concerne la destinazione alimentare dei prodotti stessi” conferma Boselli, rilevando come queste opportunità consentano alle aziende agricole di risentire in maniera meno pesante della crisi in atto in tutto il Paese.

Sulla questione Confagricoltura ha deciso di pronunciarsi in maniera ufficiale anche a livello nazionale.

“A partire dal 2013, infatti, dovrà essere operativa la riforma dei regimi di sostegno alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Abbiamo però solo poche settimane per la stesura dei decreti attuativi che definiranno le nuove regole per gli incentivi. Una cosa è certa: le rinnovabili sono una risorsa per l’agricoltura, l’economia e la società”: lo ha detto il vicepresidente nazionale di Confagricoltura Ezio Veggia (responsabile per le politiche agroenergetiche).

“La crescita delle agroenergie sostenibili va pilotata – ha proseguito il vicepresidente di Confagricoltura -. Bisogna quanto prima definire le regole per uno sviluppo equilibrato delle fonti rinnovabili, compreso il settore del biogas che ha grandi  potenzialità”.

In alcune aree a vocazione zootecnica, infatti, si sono registrate criticità legate soprattutto al mercato fondiario dovute al fatto che la fase di start up non è stata del tutto governata.

“I problemi – ha spiegato Veggia – possono essere superati e, dalle norme che si andranno a definire per il 2013, dovranno emergere precise indicazioni. Noi stiamo lavorando in quest’ottica”.

Le proposte vengono dal progetto ‘Il biogas fatto bene’ definito da Confagricoltura e dalle altre componenti della filiera agroenergetica che vuole una crescita virtuosa delle agroenergie, anche come attività d’integrazione di reddito.

Il progetto in questione punta ad evitare gli squilibri ed a far sì che gli impianti attivati siano dimensionati in base alla disponibilità di biomassa a livello aziendale, limitando drasticamente la possibilità di approvvigionarsi all’esterno, sia tramite acquisto di biomassa sia affittando nuovi terreni.

“Il biogas – ha fatto presente il rappresentante di Confagricoltura – è una grossa opportunità per le imprese, a patto di costruire una normativa ambientale che non sia di ostacolo al suo sviluppo. Gli effluenti zootecnici ad esempio, non devono essere in alcun modo considerati rifiuti, ma sottoprodotti per la produzione di energia. Lo stesso vale per il digestato, ottimo fertilizzante biologico, inodore, che deve poter essere utilizzato per la concimazione dei campi”.

Rispetto al conflitto food for fuel per la disponibilità fondiaria, Confagricoltura, evidenzia che si tratta di problemi circoscritti a poche delimitate realtà territoriali, e ricorda che oggi sono utilizzabili circa un milione di ettari di terreni a riposo (secondo i dati della Rete Rurale Nazionale) nonché ulteriori aree non più coltivate a tabacco e barbabietola da zucchero sottratte dalla riforma delle Organizzazioni comuni di mercato (oltre 300 mila ettari negli ultimi venti anni). Complessivamente tutte queste superfici potrebbero dare un contributo importante al fabbisogno energetico del Paese, senza creare squilibri tra destinazioni alimentari e non.

“Il piano d’ azione nazionale per le energie rinnovabili – ha concluso il vicepresidente di Confagricoltura – prevede il raggiungimento al 2020 di una potenza installata di 1200 MWe da biogas. Un traguardo conseguibile utilizzando circa 200 mila ettari corrispondenti a meno del 2% della superficie agricola utilizzata (SAU) italiana. Ci sono quindi tutte le premesse perché si raggiunga questo obiettivo senza togliere energia al cibo”.

In Lombardia sono previsti complessivamente 314 impianti a biogas, dei quali 117 già in esercizio, 133 programmati e 64 già in fase istruttoria.