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Lodi. Torna per il settimo anno “One Billion Rising”

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One Billion Rising

Torniamo a ballare per il settimo anno consecutivo ‘One Billion Rising’, flash mob globale contro la violenza su donne e bambine che, come di consueto, si svolgerà il 14 febbraio: non regalarmi fiori e cioccolatini, ma rispettami!

Come già nelle edizioni 2017 e 2018, sono circa 6/700 gli studenti di 5 istituti superiori e di 1 scuola media, che si stanno preparando per il flash mob che avrà luogo giovedì 14 febbraio 2019, alle ore 12, in piazza Castello a Lodi. A questi si aggiungeranno dei ballerini di alcune scuole di danza, oltre a sostenitrici del comitato organizzatore e delle associazioni che lo compongono: ma il flash mob è aperto, per sua natura, a chiunque voglia partecipare!

Le novità dell’edizione 2019
Anche quest’anno ‘One Billion Rising’ a Lodi sarà più che mai artistico, arricchito dalla giovane cantante Clémentine Nantista, della scuola di musica Tanzan Music Academy di Ospedaletto Lodigiano/Casalpusterlengo,   che interpreterà dal vivo la canzone simbolo dell’evento, ‘Break the chain’ (Spezza le catene).

E le adesioni continuano a crescere: quest’anno, infatti, oltre agli istituti Vegio, Bassi, Einaudi, Piazza e Cazzulani si è unito anche il liceo Volta.

Chi promuove il flash mob a Lodi
Promuove l’iniziativa il comitato Se non ora quando? Snoq Lodi con Ife (Iniziativa Femminista Europea) – Fae Italia, Toponomastica Femminile, gli istituti citati, le scuole di danza Il Ramo e Spazio Danza, il Centro Antiviolenza ‘La metà di niente’ di Lodi; le associazioni Banca del Tempo, Co.Ge.D, i Talenti delle Donne, il Cafè Bistro dell’Albarola di Lodi con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Lodi e della Consigliera di Parità della Provincia di Lodi.

Il tema di Obr 2019
L’obiettivo di One Billion Rising 2019 è passare da una ‘semplice’ campagna, benché promossa su scala mondiale, a un vero e proprio stile di vita.
Il tema 2019, come l’anno scorso, è quello della solidarietà, ma quest’anno l’ideatrice, Eve Ensler, invita in particolare, per porre fine alla violenza sulle donne, a impegnarsi in un’analisi più profonda della violenza in tutte le sue forme. “Insieme alla violenza sessuale e fisica, è necessario guardare alla violenza sistemica nei campi socio culturale, economico, politico, ambientale e delle ideologie – affermano le promotrici di Obr -. E’ una chiamata ad uscire dai propri ambienti sicuri, fisici e intellettuali, e a ‘sollevarsi’ tutti i giorni in tutto ciò che facciamo”.

Un miliardo di donne che si sollevano: anche nel Lodigiano
One Billion Rising parte dal dato statistico per cui un miliardo di donne, nel corso della propria vita, subirà qualche forma di violenza.
Le cronache ce lo ripetono ogni giorno anche qui nel Lodigiano e in Italia con i dati dei centri antiviolenza e dei femminicidi.

Per la realizzazione del flash mob a Lodi dobbiamo dire grazie al lungo lavoro di tante docenti, di diverse materie, che già da prima di Natale si rendono disponibili a riunioni fuori orario, quindi diffondono i contenuti della campagna a scuola, coinvolgendo le rispettive dirigenze e i colleghi – spiegano le referenti di Snoq Lodi -. Le/gli studenti approfondiscono il tema della violenza sulle donne, preparano elaborati, traducono testi dall’inglese, realizzano video, imparano i passi di danza. Importante, per noi, è anche il supporto delle scuole di danza, in particolare ‘Il Ramo’, cui, ad esempio, si rivolgono gli studenti del Cazzulani per imparare la coreografia del flash mob. Non ultimo, su un argomento così importante, il sostegno delle istituzioni. L’anno scorso, grazie alla presenza di oltre 700 studenti, l’evento di Lodi, è stato segnalato anche sulla pagina ufficiale www.onebillionrising.org e sui social come evento rappresentativo dall’Italia”.

Obr: passo per passo
L’evento prevede, giovedì 14 febbraio 2019, alle ore 12, l’inizio del raduno in piazza Castello; introduzione e saluti da parte di esponenti di Snoq Lodi, del Comune e della Consigliera di Parità; il flash mob, grazie all’impianto messo a disposizione da Giambattista Bagnaschi e al canto di Clémentine Nantista, sulle note d ‘Break the chain’; chiusura entro le ore 13.