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Lodi. Incontri: il 24 gennaio si parlerà di Cina e dei campi di lavoro forzato

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Harry Wu, il testimone dei laogai, i campi di lavoro forzato in Cina
Harry Wu, il testimone dei laogai, i campi di lavoro forzato in Cina

La Cina, una dittatura comunista ancora viva e vegeta, oggi sembra per molti il faro dell’economia mondiale tanto che si prefigura nei prossimi anni un ribaltamento degli equilibri politici che vedrà al centro Pechino. Questa prosperità della Cina però da dove arriva? E’ indubbio che il sistema economico cinese si basi su una forma di produzione che per noi è inaccettabile, i laogai, i campi di lavoro forzato sparsi per tutto il territorio cinese. Si tratta di circa 1500 strutture, nelle quali sono rinchiuse quasi 5 milioni di persone, torturate e obbligate a lavorare. Questo sistema funziona sin dal 1950 e le categorie merceologiche sono fra le più disparate. I prodotti sono immessi a basso costo sul mercato occidentale che ormai è invaso da prodotti di questo tipo. Di questo e di molte altre storture del sistema cinese parleremo a Lodi venerdì 24 gennaio ore 21 alla Sala Granata di Via Solferino 72, assieme a Gianni da Valle, della Laogai Research Foundation, un’organizzazione che si occupa di far conoscere al mondo ciò che accade nel paese del dragone.

La fondazione Laogai Research Foundation ora “Arcipelago Laogai: in memoria di Harry Wu” ha presentato il 19 novembre 2010 al Parlamento per iniziativa di moltissimi deputati, circa 160, una proposta di Legge n. 3887, concernente disposizioni per il divieto di produzione, importazione e commercio di merci prodotte mediante manodopera forzata e in schiavitù. Nonostante ciò la proposta è rimasta carta morta presso la commissione delle attività produttive. Inoltre per la Coldiretti la fondazione ha presentato un nutrito rapporto sull’agroalimentare di provenienza cinese e i suoi danni che provoca in Italia per la sua qualità, la quantità e la conseguente contrazione di posti di lavoro per i nostri agricoltori.

I problemi legati al mondo cinese non sono però solo questi, basti vedere alle forme di repressione praticate di recente ad Hong Kong. Va notato che le rivolte di questo tipo in Cina sono frequenti, abilmente nascoste al mondo esterno, tutte represse con la violenza. Ogni minoranza etnica e religiosa viene sistematicamente perseguitata e messa in difficoltà, senza distinzione.
Va inoltre segnalata una vasta presenza del mondo cinese in Italia. Parliamo ad esempio dei laboratori illegali cinesi in Italia che quasi ogni giorno vengono chiusi a causa dello sfruttamento della immigrazione clandestina finalizzata al lavoro nero gestita dalla mafia cinese . Una realtà ben ramificata nel nostro paese che coinvolge anche lo sfruttamento della prostituzione.
Fratelli d’Italia è un partito da sempre molto attento al tema dei diritti umani e alla situazione cinese, tanto che di recente anche alcune fra le più alte autorità cinesi si sono occupate di protestare per l’attività di informazione da noi svolta riguardo il loro paese.
Alla serata sarà presente anche l’eurodeputato Carlo Fidanza, che parlerà del rapporto, non sempre trasparente, fra Ue e Cina. La cittadinanza tutta è invitata.