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Lodi. Dal 12 giugno la mostra di Manuela Prati allo Spazio Tiziano Zalli

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Lodi, 5 giugno 2019 –  mercoledì 12 giugno alle 17,30 nell’atrio della propria sede operativa, la Fondazione Banca Popolare di Lodi presenta la mostra Nemesi. Il mio alter ego colorato, di Manuela Prati.

Manuela Prati è nata e cresciuta a Lodi. Ha lavorato a Milano in pubblicità. Attualmente lavora presso la Fondazione Eni Enrico Mattei, sempre a Milano.

Ama gli estremi, gli ibridi, la musica e i colori. Si ritiene una persona fortunata, disegna da sempre e racconta se stessa attraverso le brevi storie dei suoi personaggi. Non conosce mai il risultato finale delle sue opere, sono loro che scelgono dove andare a parare. Se le parole sono il primo passo che facciamo per tramutare le intenzioni in fatti, per Manuela Prati i disegni sono altrettanto potenti, trasformano i sogni in azioni reinventando gli oggetti. Ed è così che un universo magico e onirico, abitato dai personaggi della storia lodigiana, prende forma nelle graphic short stories dell’artista.

A livello tecnico si definisce una troglodita old school, non vuole eliminare la carta. Gira spesso con pastelli e inchiostro, alla ricerca di uno scanner A3.

Personaggio centrale dei suoi disegni è Nemesi, ragazza invisibile per la maggior parte del tempo, il suo alter ego colorato.

Nemesi ama la musica hard-core, la poetessa Ada Negri, lo scienziato Paolo Gorini. Crede che l’onore debba andare al merito. Odia l’arroganza, ha un debole per il diverso e il difettoso. É nata a Lodi nello stesso giorno della sua fondazione. Spesso si sente sola. Gioca con le parole, Miss Lodi (Miss in inglese è anche mancanza) rimanda alla nostalgia di non essere mai, comunque e in ogni caso, a casa. Di notte fa il bagno nel Battistero in Piazza Broletto e guarda i riflessi della rifrazione lunare che sul Campanile, a mezzanotte, crea la sagoma di una fanciulla fantasma. Ha un debole per i leoni di marmo, Cinzia e Mustafà, gli stilofori del Duomo in piazza della Vittoria, sono i suoi preferiti. Nutre una vera e propria ossessione per i dinosauri che adora ed è una delle poche persone al mondo da cui il Drago Tarantasio si fa avvicinare volentieri. Si nutre unicamente di Galatine, caramelle al latte. Una delle sue più care amiche è Giuseppina Strepponi, il soprano lodigiano, seconda moglie di Giuseppe Verdi. Protegge Borgo e Maddalena, i cigni che nuotano con lei nel fiume Adda.

Spera che l’arte diventi veloce come la moda, esca dal mondo delle gallerie e dei musei e sfidi i confini. Nemesi ha tenuta di strada: non lascia mai che le frustrazioni la facciano desistere. Ha avuto la fortuna di vedere Keith Haring al lavoro per Elio Fiorucci. Ignora le regole del mercato e per lei è stata una rivelazione, come il punk rock e la grafica delle tavole da skate. Nemesi dice che non esiste la divisione tra opere d’arte e illustrazioni.