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Lodi. Asvicom rinnova richiesta di confronto con il Comune per stabilire criteri gestione spazi vocazione commerciale

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Tra il 20 ed il 22 gennaio in piazza Castello si tiene una iniziativa commerciale intitolata “Festa delle Regioni del Mercatino Italiano”. Si tratta dell’ennesimo evento, promosso da organizzatori estranei al territorio e riservato a operatori che provengono da tutta Italia, ospitato in uno degli spazi più centrali, con maggior frequenza di transito pedonale nonché di elevata concentrazione di esercizi commerciali della città. Di tale circostanza, Asvicom è venuta a conoscenza nell’imminenza dello svolgimento e solo attraverso le segnalazioni riportate su stampa, portali web di news locali e social media.

«Anche in questo caso – commenta il presidente di Asvicom Lodi, Vittorio Codeluppi – emerge e si dimostra sempre più rilevante il tema della gestione degli spazi a vocazione commerciale della città, della programmazione degli eventi e del coordinamento con gli operatori locali del settore, a partire dalle associazioni che li rappresentano, tra le quali Asvicom riveste una funzione di primaria importanza».

Proprio il costante rapporto di consultazione e di dialogo tra l’associazione e gli operatori ha offerto anche in questa occasione la possibilità di monitorare tempestivamente le reazioni della categoria, attraverso le valutazioni di esercenti che svolgono un ruolo attivo e quotidiano nel “sistema commercio” della città.

«In un contesto già reso problematico dalla persistente crisi dei consumi – osserva a tale proposito Alessandro Malaspina, presidente dell’Associazione Ambulanti del Circondario di Lodi – iniziative “a spot” come quelle dei mercatini appaiono inopportune e sicuramente non portano nessun contributo allo sviluppo economico locale. La città ha una rete commerciale già ampia a diversificata, sia in sede fissa che nel settore degli ambulanti, e non si avverte perciò la necessità di integrarla con apporti esterni. La valorizzazione delle tipicità è sempre positiva, purché si tratti delle tipicità locali».

«La percezione – rimarca Corrado Invernizzi, della Rosticceria Gaudenzi di corso Vittorio Emanuele II – è che manchi del tutto un filo conduttore nella programmazione degli eventi, che tenga conto anche delle specificità dei diversi periodi dell’anno. Gennaio, a questo proposito, è un mese che per sua natura richiede lo sviluppo di particolari strategie commerciali, a sostegno dell’offerta locale: inserire in questo quadro elementi estemporanei ed estranei non aiuta».

«A suscitare perplessità non è l’episodio saltuario – aggiunge Perillo Crescenzo, della Salumeria Enzo di corso Vittorio Emanuele II – ma la frequenza in continuo aumento di queste iniziative, per giunta senza preavviso né coinvolgimento. E’ necessario mettere a punto qualche strumento di tutela, perché l’attività commerciale si basa anche sulla programmazione».

Concetto, quest’ultimo, consolidato anche dall’analisi di Nicola De Toma, dell’Enoteca De Toma di corso Vittorio Emanuele II: «Da settembre ad oggi abbiamo registrato ben tre eventi di questo genere, sempre collocati in spazi di grande importanza del centro storico. In passato ciò non si era mai verificato in questi termini, si tratta di capire se questa accelerazione dipenda anche da un insufficiente presidio delle prerogative del commercio locale».

«Il confronto preliminare tra Comune e commercianti è fondamentale – sottolinea Alberto Pacchioni, del Raviolo d’Oro di corso Adda – Va bene l’utilizzo degli spazi pubblici per la valorizzazione della tipicità, ma con ovvia precedenza a quelle locali. Anche i nostri operatori sanno esprimere capacità di iniziativa, partiamo dunque da lì».

«Il ritorno locale di queste iniziativa è inconsistente – afferma Antonio Leccardi, della Rosticceria Antonio & Fabrizio di corso Adda – e questo dovrebbe essere un elemento essenziale nella valutazione sull’opportunità di concedere l’utilizzo di spazi così prestigiosi. Il punto è che a mancare è proprio una valutazione preventiva, che non può prescindere dal coinvolgimento della categoria».

«Come abbiamo già avuto modo di sottolineare in precedenti occasioni – precisa Codeluppi – non si tratta di contrastare la libera iniziativa di altri operatori, riducendo la questione ad un malinteso “protezionismo” del commercio locale da una concorrenza che in realtà i nostri esercenti non temono, forti del radicamento, della professionalità, della qualità del servizio e della diversificazione dell’offerta che caratterizzano il tessuto consolidato del commercio di Lodi. Tuttavia, appare indispensabile definire chiari criteri di gestione degli spazi pubblici, favorendo inoltre il coinvolgimento della categoria maggiormente interessata, che non può apprendere dell’esistenza di iniziative di questo genere in modo estemporaneo. La regolamentazione che auspichiamo non è fatta di “barriere” né di rigidità, ma punta al coordinamento costante, attraverso un dialogo che consenta di individuare efficaci strumenti di integrazione tra il tessuto locale del commercio, che rappresenta un valore ed una risorsa per la città, ed ogni altro contributo esterno, che in questo modo può persino risultare un positivo apporto, incrementando l’appeal e l’attrattività del centro storico. Si tratta di costruire insieme un sistema di regole equilibrato: a questo proposito, Asvicom rinnova la sua disponibilità a confrontarsi con la gestione commissariale a cui in questo momento è affidata l’amministrazione della città».