Home Attualità Agricoltura Lodi. Angelo Frosio: «dalla terra di Lodi un messaggio per l’umanità»

Lodi. Angelo Frosio: «dalla terra di Lodi un messaggio per l’umanità»

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Seppellire nella nuda terra una forma di formaggio, di qualsivoglia tipo e qualità, non è una tecnica tradizionalmente usata nella storia delle produzioni lattiero-casearie, almeno per quanto ne possiamo sapere in base alle fonti di informazione disponibili sull’evoluzione delle tecnologie di trasformazione del latte. Il significato dell’evento compiuto da Angelo Frosio non è quindi da ascriversi alla riscoperta di una tradizione in senso tecnologico. Il gesto non è nemmeno una provocazione artistica o mediatica, ma vuole trasmettere messaggi e significati ben precisi.

“Il primo messaggio è quello di riportare l’attenzione di tutti alla terra: è da lì che tutto proviene.” – spiega Angelo Frosio, uno dei massimi esperti lattiero-caseari mondiali – “Sembra infatti che la moderna civiltà, fondata su quelli che una volta ci avevano insegnato a chiamare “settori secondario e terziario”, ovvero industria e servizi, abbia completamente dimenticato il settore primario. L’agricoltura e l’allevamento non sono riducibili ad un settore della produzione industriale, tra l’altro nemmeno troppo redditizio, e la ragione è molto semplice: il loro obiettivo principale non è la creazione di profitto bensì la soddisfazione del bisogno fondamentale dell’uomo e di tutte le creature viventi, l’alimentazione!” Per cui estrarre una forma di formaggio direttamente dalla terra ci ricorda che per fare il formaggio bisogna allevare le vacche, nutrirle con i frutti della terra, mungerle e trasformare il latte. Il formaggio, come tutti gli altri elementi genuini, non sono prodotti di sintesi, ma vengono da processi che richiedono ancora la cerealicoltura e l’allevamento.

Il secondo significato, questa volta più spirituale, è centrato attorno alla grande speranza della rinascita, che dagli albori dell’umanità ciclicamente caratterizza l’intera esistenza degli uomini. Proprio all’avvicinarsi del solstizio d’inverno si celebrava il rito pagano del sole, simbolo dell’attesa fiduciosa, anche se carica di angoscia, che l’inverno sarebbe finito e la luce dell’astro avrebbe incominciato ancora a scaldare la terra indurita dal ghiaccio vincendo una dura battaglia contro il prevalere delle tenebre. Per i cristiani questa stessa fino ad allora vaga speranza si è incarnata duemila anni fa nella persona di Gesù fattosi bambino. “Estrarre il formaggio dalla terra – dice Matteo Vecellio, direttore del Museo FOLLIGENIALI – “vuole ricordare a tutti che per rinascere occorre morire, per salire occorre partire dal basso, per raccogliere il frumento a giugno occorre seminarlo in ottobre. E quale migliore veicolo di questo messaggio positivo se non un evento artistico centrato sul formaggio e realizzato proprio a Lodi, la capitale mondiale della tradizione casearia d’eccellenza. Come ripete sempre Angelo Frosio, l’arte del territorio lodigiano è la vacca!”

Ed è con questo messaggio di speranza per il futuro che gli artisti FOLLIGENIALI tornano dall’acqua di Venezia, reduci dai successi della Biennale d’Arte, alla terra di Lodi. “La crisi della finanza e delle politiche fondate solo sulla moneta ci ha ricordato che solo dalla terra può rinascere la cultura! – esclama un Angelo Frosio di nuovo sorridente. “Il formaggio di Lodi, come il granone, non è solo formaggio, ma può diventare se lo vogliamo un simbolo di cultura, genuinità, eccellenza e anche un veicolo di comunione tra le persone e i popoli di tutto il mondo, partendo proprio da Lodi e dai nostri fratelli europei.” Questo è in sintesi il messaggio che Frosio e tutti i suoi allievi FOLLIGENIALI della Bergognone vogliono portare, da Lodi a Vilnius passando per Venezia, a tutto il mondo!