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Lodi. Al via la riorganizzazione del settore politiche sociali

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Lodi – Diventerà operativa da lunedì 13 febbraio la riorganizzazione delle attività di sportello del settore politiche sociali del Comune, secondo un nuovo modello che prevede il potenziamento e una miglior definizione dei servizi di accoglienza, con una precisa distinzione tra le funzioni di segretariato amministrativo e segretariato sociale.

Per quanto riguarda l’accesso da parte del pubblico agli uffici di via Volturno (tel. 0371- 409329/453, email politichesociali@comune.lodi.it), i nuovi orari prevedono l’apertura dalle 09.00 alle 12.00 nelle giornate di lunedì, martedì, giovedì e sabato e dalle 09.00 alle 17.15 il mercoledì, con chiusura il venerdì. Il primo livello di contatto per l’utenza sarà con gli operatori del segretariato amministrativo, che forniranno informazioni complete sui servizi disponibili (assistenza domiciliare, telesoccorso, consegna pasti a domicilio, Centro Diurno Anziani, trasporto assistito, Sportello Casa) e saranno il punto di riferimento per l’avvio e l’inoltro di pratiche, le richieste di bonus e voucher regionali, le domande di iscrizione ai soggiorni climatici per anziani, le iscrizioni agli asili nido comunali e le modalità per ottenere gli assegni per i nuclei familiari numerosi e la maternità; per la gestione delle richieste di accoglienza all’Asilo Notturno di via Defendente è riservato uno spazio specifico nelle giornate di lunedì e mercoledì. Per i singoli ed i nuclei famigliari che hanno necessità complesse e richiedono il supporto delle funzioni di ascolto, orientamento e consulenza, il punto di riferimento saranno invece gli operatori del segretariato sociale, che attraverso colloqui mirati avvieranno la valutazione della possibilità di costruire insieme alla persona ed alla sua famiglia progetti di sostegno specifici.

La spesa annuale del Comune di Lodi nel settore delle politiche sociali ammonta a circa 6,5 milioni di euro, a fronte di entrate pari a circa 2,5 milioni di euro, tra compartecipazioni degli utenti alle spese dei servizi a domanda individuale (1,5 milioni), trasferimenti dalla Regione (0,5 milioni), trasferimenti dallo Stato (circa 400.000 euro) e contributi di fondazioni, Azienda Farmacie Comunali e quota del 5xmille devoluta da cittadini tramite la dichiarazione dei redditi.