Cronaca

Liceo, affascinante porta d’ingresso per l’Europa

L’Amatori ospita il Liceo in un’affascinante debutto nell’Europa che conta. Impossibile non restare ammaliati dal binomio Liceo-Eurolega, due nomi propri che viaggiano di pari passo. I verdiblanco si sono ritagliati un ruolo di grande rilevanza nell’hockey continentale fin dagli anni ’80, quando, con l’adozione (a tutti gli effetti) di Carlos Gil e l’importazione di due talenti assoluti come Mario Aguero e Daniel Martinazzo, iniziarono a collezionare trofei.

Fu in quegli anni che il Liceo acquisì di diritto il ruolo di club in contrapposizione al dominio catalano e seppe diventare, al pari del sacro Depor, l’emblema della Galizia.

I tempi cambiano

Oggi i tempi però sono cambiati. L’entusiasmante floridità economica degli anni ’80, la rinascita dei ’90 e il ciclo dominante moderno, che vide un triennio di trionfi europei dal 2010 al 2012, riempie  gloriose pagine impresse nel libro dei ricordi. Nelle ultime cinque stagioni i galiziani hanno perduto per strada un’enorme quantità di talento e ad ogni “verano” il pubblico del Riazor assisteva alla cessione di un campione del Mondo, fino a rimanere orfani della loro guida, il “santone” Carlos Gil.

Scorrendo la casella “cessioni” del mercato biancoverde dal 2012 ad oggi, annotiamo nomi da brivido: Marc Gual e Pablito Alvarez. Ricardo Barreiros e Lucas Ordonez. Mati Pascual e Toni Perez. Poi, nell’estate 2016, l’addio a sua maestà Jordi Bargallò, con un intenso strascico di polemiche, esattamente come accadde per il distacco da Carlos Gil.

“Senza di loro, non sarà mai più lo stesso Liceo” è il laconico commento di ogni amante di questo sport, anche non di fede liceista. Questo accade nell’immaginario romantico, perché quella casacca verdiblanca mantiene sempre el mismo encanto.

La modernità

Ciò che più spaventa è la capacità dei galiziani di restare competitivi e di rigenerarsi, stagione dopo stagione. Della vecchia guardia sono rimasti in tre: Xavi Malian, che finalmente ha aggiunto alla sua rigogliosa bacheca il titolo di campione del Mondo e i fratelli Lamas, riuniti sotto la cupola del Riazor dopo il rientro di Eduard dall’esperienza con il Barcellona.

Interessante sarà vedere dal vivo l’interpretazione  del gioco di Juan Copa, mister di cui si parla un gran bene. Un chiacchiericcio confermato dai brillanti risultati: il Liceo è primo insieme al Barça a punteggio pieno e Malian non subisce reti da ben 107 minuti. Ciò che appariva come un mestiere improbo, ovvero sostituire un uomo carismatico come il baffuto Gil, si sta trasformando in qualcosa di positivo.

D’altronde la Plantilla in suo possesso è ricca di qualità. Sergi Miras è rientrato alla base dopo aver peregrinato nell’ultimo quinquennio tra Barcellona, Vendrell e Sporting Lisbona. Carlo Di Benedetto sta cercando la consacrazione a miglior giocatore francese della storia: il ragazzone ha grandi mezzi tecnici e fisici e, a discapito dei più critici, si sta ritagliando un ruolo alquanto importante. Marc Coy ha un vissuto di altissimo livello al Benfica e David Torres possiede un grande carisma. Chiude la lista Carballeira, giovane dalle grandi speranze, che ha già messo in mostra grandi capacità.

Palacastellotti, pubblico, Amatori

Dall’altra parte l’Amatori non ha nulla di che intimorirsi: i giallorossi hanno acquisito ormai un’esperienza tale da poter affrontare ogni avversario nella maniera corretta. Lo scorso anno il Vic cadde mestamente e l’Oliveirense dovette faticare non poco. Ora la rosa si è allungata e rinforzata: Querido porta in dote le due ultime coppe CERS vinte da leader, Català non è più la giovane sorpresa. Cocco sta

Cocco in gol a Follonica: per il Veneto un grande inizio di stagione (Foto Mirabile)

Cocco in gol a Follonica: per il Veneto un grande inizio di stagione (Foto Mirabile)

incantando l’Italia e il virtuoso palcoscenico sarà tutto suo. Illuzzi gioca da consumato veterano, Verona sa come affrontare queste sfide. Malagoli ha raggiunto la completa maturità, obiettivo che stanno inseguendo Compagno e Gonçalo Pinto. Poi, a completare lo spettacolo ci penseranno il Palacastellotti ed il pubblico lodigiano. Loro non hanno bisogno di presentazioni: ad ogni latitudine vengono identificati come il tifo più caldo d’Europa. E in Galizia lo conoscono molto bene…


Commenta con Facebook
Condividi:
  • googleplus
  • linkedin
  • tumblr
  • rss
  • pinterest


There are 0 comments

Leave a comment

Want to express your opinion?
Leave a reply!

Lascia un commento

@import url(https://fonts.googleapis.com/css?family=Montserrat:400,700);