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Lettere – Toninelli: orgoglioso di aver restituito quasi 150.000 euro

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Negli scorsi giorni ho subito attacchi diretti e personali per la vicenda delle donazioni dei parlamentari del Movimento Cinque Stelle al fondo per il microcredito.
Tutto falso. Dal 2013 ad oggi ho restituito 147.056,47 € tra stipendi dimezzati, diarie restituite e indennità di carica rifiutate. Se li avessi tenuti oggi potrei essere proprietario dell’appartamento in cui vivo con la mia famiglia, invece di avere un mutuo da pagare come tutti.
Sono felice ed orgoglioso di averlo fatto.
Era una promessa fatta ai cittadini, che ho mantenuto. Perché la politica prima di tutto deve dare il buon esempio. Per questo chi ci ha attaccato in questi giorni si dovrebbe solo vergognare e guardarsi allo specchio. Mai nessuno prima del M5S aveva dimostrato tanta generosità.
Noi non siamo come tutti gli altri, no. E quello che diciamo poi lo facciamo.
Noi non abbiamo mai negato che una politica per il bene comune sia fatta anche di spese, di garanzie e di istituzioni che sono diverse da quelle con le quali si ha a che fare comunemente, proprio per la sua alta finalità che è il benessere comune: ci siamo invece scagliati contro tutti quegli eccessi che hanno trasformato i politici in una casta di privilegiati intoccabile e lontana dai bisogni dei cittadini che dovrebbero rappresentare, gettando
discredito sulle istituzioni democratiche nel loro complesso.
Per questo io, così come i miei colleghi portavoce a tutti i livelli istituzionali, ho anche sostenuto una serie di spese, interamente legate ad un’attività alla quale mi sono dedicato anima e corpo negli ultimi cinque anni, spesso sacrificando anche i giorni non lavorativi, che ha avuto dei costi sostenuti anche con il trattamento retributivo da parlamentare. E voglio
rivendicare anche questo con orgoglio, perché quelle spese per il mio lavoro, che comprendono incontri, viaggi, spostamenti, collaborazioni professionali e consulenze sono
state spese di lavoro per la buona politica, quella finalizzata al bene comune, che mi hanno consentito di interfacciarmi con i gli interessi di categorie e associazioni, di essere vicino alle battaglie necessarie per il mio territorio e di dare un contributo alla realizzazione di traguardi che definisco storici, tra i quali il salvataggio della Costituzione dello scorso 4 dicembre, ma anche a piccole grandi battaglie di civiltà come quella delle leggi per il whistleblowing, per il testamento biologico e anche quella, purtroppo non andata oltre la mia Camera di appartenenza, per l’abolizione di uno di quegli assurdi privilegi che sono i vitalizi.
Dopo che gli italiani hanno votato per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti nel 1993 sono passati appena otto mesi prima che questo venisse reintrodotto sottoforma di rimborsi elettorali. Lo scopo di questi rimborsi doveva essere appunto quello di rimborsare i partiti per la loro attività politica, ma dal 1994 al 2015 Ë stato certificato che dei quasi 2
miliardi e mezzo di euro destinati ai partiti per questo scopo, quelli effettivamente utilizzati per i rimborsi dell’attività politica sono stati solo 726 milioni di euro. Un buco di 1,75 miliardi di euro trattenuti dai partiti senza giustificazione. Questa è la vera rimborsopoli.
Il M5S invece ha restituito tra somme devolute e rimborsi non richiesti novanta milioni di euro, che hanno contribuito al finanziamento di oltre 7.000 imprese, che hanno creato 17.000 posti di lavoro.

Tanto dovevo per amor di verità.

Danilo Toninelli
Candidato al Senato
MoVimento 5 Stelle