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Lettere – PD-M5S, l’alleanza inciucio è partita anche sui territori

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Ebbene sì, le due fazioni politiche, diametralmente opposte che cercavano fino a qualche giorno fa, di inculcare nella testa degli italiani che l’accordo romano era frutto di un mero atto di responsabilità verso il Paese, non pronto a tornare a elezioni per necessità di una serie di manovre economiche imminenti e indispensabili, hanno con questa ultima scelta politica, dato dimostrazione che di responsabilità ed interesse verso i propri cittadini non c’è nulla. Le motivazioni della strada intrapresa risiedono in ben altri ambiti.

Gli accordi tra i due schieramenti sono esclusivamente fatti per fermare l’ascesa di Matteo Salvini e della Lega oltre che per spartirsi le poltrone e fare giochetti di potere con l’Europa cercando in questo modo di dare un senso alla loro esistenza politica.

La situazione in cui versa il nostro Paese è a dir poco sconcertante, la Lega responsabilmente aveva deciso di terminare lo scorso agosto l’esperienza del Governo Conte poiché impossibilitata a proseguire insieme al M5S un percorso positivo nell’interesse del paese. L’unica azione possibile e degna di una democrazia quale dovrebbe essere la nostra, sarebbe stata quella di tornare al voto, attraverso il diritto che la nostra Costituzione garantisce ad ogni cittadino italiano.

Abbiamo assistito invece ad uno spettacolo circense di equilibrismi politici senza precedenti.

Il Segretario nazionale del PD Zingaretti che si annunciava favorevole al ritorno alle urne, immediatamente fu smentito dall’ ex segretario PD Renzi che sosteneva invece fosse cosa buona e giusta l’inciucio con i 5 Stelle. Quest’ ultimo, Senatore di Firenze, ha avuto la meglio sul Segretario Zingaretti e dopo aver messo nella squadra di Governo diversi suoi fedelissimi, ha deciso di fondare un nuovo movimento.

Lato M5S si è visto andare in scena uno psicodramma collettivo, con un miracolato ex Vicepremier disposto ad accettare qualsiasi compromesso pur di stare attaccato alla sua poltrona. Il teatrino prosegue poi con i vari parlamentari che annunciavano di abbandonare le rispettive postazioni, nel caso si concludesse l’accordo, ma che poi sono rimasti dove si trovavano, solidali ad un compromesso decisamente discutibile. Tutto questo fu benedetto da una piattaforma chiamata Rousseau sulla quale è stata pilotata la paventata democrazia diretta, tanto cara ai pentastellati, con sistematici “errore di sistema” comparsi a chi tentava di esprimere un voto contrario alla decisione del capo politico Di Maio.

Allo spettacolo sono da aggiungere poi le dichiarazioni di indisponibilità ad accettare un secondo mandato da parte del Premier uscente, che però a tempo zero rimangiandosi la parola, troviamo ancora lì, bel tranquillo dove era prima, trasformato da avvocato del popolo ad avvocato dell’Europa.

Sono davvero tantissime le situazioni imbarazzanti che sono venute a crearsi ancor prima della conclusione degli accordi che portarono al Conte bis e che tutt’oggi proseguono. Purtroppo per gli italiani le elezioni nel nostro Paese sembrano ormai una concessione, un’eccezione, al posto che un diritto. Quelli che dovevano essere movimenti anti-casta hanno dimostrato di avere idee incoerenti e altalenanti, tipiche di un complotto di potere, che dimostrano per taluni, l’importanza dei giochi di palazzo e palesano che la parola del popolo vale zero.

Fino a ieri infatti se ne sono dette di cotte e di crude, non risparmiandosi i peggiori insulti.

Questo governo quindi non nasce con l’obiettivo sano di fare del bene al Paese ma nasce semplicemente per cercare di far affondare politicamente una persona che ha un nome e un cognome: Matteo Salvini.

La conferma di tutto questo, la si trova nell’ alleanza per le regionali dell’Umbria.

E’ infatti talmente spudorato il loro malsano intento, che appena dopo una settimana dalla nomina della squadra di quel governo che dicevano essere creato solo per senso di responsabilità, hanno convenuto di presentare per le regionali dell’Umbria (fissate per i prossimo ottobre) un candidato condiviso.

Il Ministro Franceschini del PD definisce questa scelta “un altro passo verso la creazione di un campo riformista in grado di battere la destra”. Con una frase poco comoda, ammette che PD e M5S non sanno più come difendersi da una Lega che stando in mezzo alla gente, che mettendo al primo posto quello che il proprio popolo chiede, continua a prendere consensi, a differenza di coloro che andando oltre l’immaginabile si allea.

Coloro che “MAI con il partito di Bibbiano” e coloro che mostravano in aula t-shirt recanti la scritta: “Non sprechiamo l’umanità” al momento del voto sul decreto sicurezza, oggi sono ufficialmente fidanzati.

Chissà come si evolverà la loro love story, chissà fin dove si spingeranno per far sì che anche a livello territoriale funzioni. Chissà a quanti compromessi saranno disposti a scendere, chissà se tutti saranno capaci di tenere la schiena dritta e non battere ciglio. Chissà anche nella nostra piccola Lodi cosa succederà, se facendo finta di nulla continueranno a testa bassa a far finta di digerire l’inciucio oramai diventato nazionale.

Quello che è sicuro, è che la Lega di Matteo Salvini non mollerà mai, continuerà ad adoperarsi per difendere democraticamente i diritti dei propri cittadini e portare la loro voce all’attenzione di coloro che invece li rendono muti ignorandoli.

Eleonora Ferri, Consigliere Comunale Lega, Comune di Lodi