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Lettere – “Non sento quello che voglio sentirmi dire e quindi me ne vado”

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Cari concittadini, con la richiesta formale di convocazione di Commissioni Consiliari da parte dei gruppi di opposizione, il Consiglio Comunale è tornato nell’esercizio delle proprie funzioni in presenza presso palazzo Broletto, dopo che dall’inizio dell’emergenza sanitaria gli appuntamenti avvenivano, per evidenti motivi, esclusivamente tramite piattaforma on line. 

In data 25 maggio i consiglieri di minoranza hanno protocollato la richiesta indicando l’argomento da trattare, ai Presidenti della Welfare, Sviluppo e Ambiente Territorio e come il regolamento prevede, la seduta della commissione deve aver luogo entro 15 giorni dalla presentazione di richiesta.

L’amministrazione comunale in questi giorni sta lavorando con grandi sforzi per tornare alla normalità, sia dal punto di vista amministrativo (basti vedere l’impegno immediato di programmazione sull’ individuazione delle opere pubbliche cui destinare i 700 mila euro avuti da Regione Lombardia) sia dal punto di vista organizzativo di ambiente sicuro in luogo di lavoro. 

I consiglieri comunali d’opposizione in un contesto già di per se delicato, raccolgono nel pieno dei loro diritti, le firme per far convocare le commissioni, ma poi se ne scappano prima della fine delle stesse, qualcuno dopo pochi minuti, altri dopo qualche ora. 

Queste persone sapevano bene che entro il 10 giugno le adunanze come prevede il regolamento, si sarebbero dovute tenere e forse gli stessi, avrebbero potuto snellire la propria agenda personale così da poter seguire i lavori consiliari fino alla fine. Probabilmente però non erano poi così tanto interessati all’oggetto del dibattito da loro richiesto. 

Giusto per fare un esempio, la commissione ambiente e territorio tenutasi martedì è iniziata alle ore 18.00 e finita alle ore 21.40 i consiglieri di opposizione rimasti fino alla fine sono stati tre su sei. 

Durante la commissione sviluppo di mercoledì iniziata alle 18.30 e terminata alle 22.20 i consiglieri di opposizione rimasti sono stati due su sei. Gli unici sempre presenti sono stati i rappresentanti del PD e M5S. 

Partendo dal presupposto che una commisisone costa alle vostre tasche circa 1000 euro (le commissioni richieste sono state tre) trovo singolare nonché senza senso il fatto che i richiedenti abbandonino l’aula prima ancora di avere ricevuto risposta alle domande poste.

Inutili i maldestri tentativi di difesa di taluni che a posteriori si sono giustificati sostenendo che giudicate le prime risposte insufficienti, era meglio andarsene. 

Credo che l’età dei banchi di scuola sia terminata per tutti gli eletti, indi per cui è ridicola ed irrispettosa, la scusa “non sento dirmi quello che voglio sentirmi dire e quindi me ne vado”. 

A rimetterci in tutto questo, non sono né i consiglieri di maggioranza né gli assessori, che eventualmente possono aver perso del tempo. 

Al di là della mancanza di rispetto istituzionale verso tutti i presenti ivi compresi i tecnici e dirigenti comunali, mi domando dove sia il rispetto verso voi cittadini, che pagate il gettone di presenza per mezz’ora / ora a gente che impone una riunione fregandosene poi della trattazione della stessa.

Il confronto credo sia assolutamente cosa dovuta e giusta per il bene di tutti voi, ma se il confronto deve diventare una presa in giro, dove è la maggioranza a rimanere fino alla fine in aula per permettere il mantenimento del numero legale, allora la prossima volta ci pensino i consiglieri prima di pretendere lo svolgersi di commissioni. 

Ringrazio personalmente tutti i colleghi che fino alla fine sono rimasti sui propri banchi, rispettosi del proprio ruolo e rispettosi verso tutti voi lodigiani.

Eleonora Ferri – Consigliere Comunale Lega Salvini Premier – Comune di Lodi