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Lettere – Logistica, uno dei problemi principali del territorio

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Egregio Direttore,

il tema della logistica nel Lodigiano è sempre d’attualità con la proposta del sindaco di Borghetto Lodigiano di realizzare un nuovo casello autostradale per ridurre il transito dei Tir nella zona.

Secondo me la logistica è uno dei problemi principali del territorio, per gli effetti sulla circolazione stradale, sul paesaggio e soprattutto sull’ambiente, cui non porrà certo rimedio un casello in più. Dalle nostre parti i caselli sembrano diventati la cura di tutti i mali, vedi l’orgoglioso cambio da “Piacenza Nord” a “Basso Lodigiano” del casello di Guardamiglio (costo 40.000 euro, ma vuoi mettere la soddisfazione, dopo ore nel traffico, di entrare finalmente nel Basso Lodigiano?).

Da sempre logistica significa sacrificare ettari di terreno agricolo per costruire enormi capannoni che “arredano” le nostre campagne. Chi, come me, percorre quotidianamente il tragitto Lodi-Milano, vede il disastro: un traffico composto in larga parte da mezzi pesanti che viaggiano fra i vari poli logistici dislocati nel territorio. Sulla Via Emilia ormai si circola come in città, incolonnati nelle ore di punta a 60/70 km orari, ancora peggio sulle strade interne. Nel corso degli anni sono migliorate le strade ma è peggiorato il traffico, come quantità e tipologia dei mezzi, con tempi di percorrenza uguali a 25 anni fa.

Ma più del traffico lento o del paesaggio deturpato, preoccupa il danno ambientale, che probabilmente contribuisce alla costante presenza di Lodi ai primi posti nella classifica delle città italiane più inquinate.

Dalle Istituzioni locali solo generiche grida d’allarme o contorte interpretazioni di dati per affermare presunti (comunque ininfluenti) miglioramenti della qualità dell’aria in occasione degli abituali blocchi del traffico, nessuna proposta concreta. Anzi, si autorizzano sempre nuovi insediamenti (perché neanche si riutilizzano strutture dismesse), giustificati da strabilianti benefici per l’occupazione, mai però ben definiti e comunque scarsi in proporzione agli spazi utilizzati, con l’unico risultato sicuro per i comuni degli introiti per oneri di urbanizzazione, a parole da destinare a servizi per la collettività, mentre di fatto sembra come per le multe per divieto di sosta o gli autovelox: strumenti per fare cassa.

Leggiamo che il sindaco di Borghetto intende coinvolgere altri sindaci per “un’azione congiunta del territorio” arrivando fino a Roma, dove “oltre ai parlamentari leghisti Guidesi e Augussori, c’è anche Lorenzo Guerini”. Comprensibile: il nostro neoministro da Presidente della Provincia esaltò la “vocazione logistica” del territorio lodigiano (citazione). Una lungimiranza i cui risultati sono davanti a tutti.

E ancora: all’istituto Pandini di Sant’Angelo Lodigiano la dirigente presenta l’indirizzo di studi in trasporti e logistica come “un progetto che gli enti territoriali ci hanno chiesto con forza”.  

In sostanza, mentre tutti concordano che si dovrebbe diminuire il trasporto di merci su gomma incentivando quello su rotaia, rendendolo più appetibile alle imprese, la politica locale va in direzione opposta, di fatto incentivando il consumo di territorio.

Ricordando che Lodi è da anni ai primi posti anche nella classifica dei morti per tumore, è logico pensare che l’eccezionale inquinamento possa contribuirvi.

Il danno ambientale riguarda tutta la provincia e Lodi, come capoluogo, potrebbe promuovere qualche iniziativa, magari  iniziando col commissionare finalmente uno studio serio ad autorevoli istituti o esperti per cercare di conoscere le cause di questa autentica tragedia, cercando soluzioni scientificamente più attendibili che sperare nella pioggia, nel vento o nella fortuna. Si tratta di problemi enormi e sarebbe ora di affrontarli seriamente, non con (parafrasando Jannacci) “quelli che… con un bel casello passa tutto, anche il cancro”.

Cordiali saluti.

Eugenio Trentin