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Lettere – L’odore di mafia a Lodi cresce

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Caro Direttore, l’odore di mafia a Lodi, cresce. Non lo dico con levità: i magistrati – il GIP ha accolto in toto gli spunti forniti dal PM – si muovono in base ad ipotesi di reato, ampiamente corroborati da riscontri probatori, multiformi e concordanti. Mi riferisco alla vicenda Uggetti / Marini. Eppure, vedo coagularsi convergenti spinte in artata negazione dell’evidenza: si sposta l’attenzione dal nocciolo della questione, con voluta fumosità d’argomentazione. E questo avviene a Lodi: centri di potere di segno politico formalmente non limitrofo si alleano per sopire, lenire, troncare. Ben per questo affermo che l’odore di mafia, a Lodi, cresce. I lodigiani di ogni orientamento si coalizzano per minimizzare, per ignorare il problema, per stornarlo da sè. E allora, fate come me: leggete ogni singola riga dell’ordinanza cautelare, a patto che lo facciate con intellettuale onestà.
Cordialmente
Claudio Trezzani