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Lettere – Lettera di una mamma lombarda

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Gent.mi,

Con la presente vorrei presentarVi quella che è la situazione attuale delle famiglie di quasi tutta la Lombardia.

Questo perché ho la presunzione di credere che Voi non abbiate esattamente idea di quella che è la vita quotidiana di noi comuni mortali.

Probabilmente non avete mai avuto necessità di farVi “quattro conti” in tasca.

Noi invece, da due mesi a questa parte (e chi da più e chi da meno), stiamo svegli di notte per:

– capire come affrontare il giorno successivo (in termini economici e psicologici)

– inventare un nuovo modo per pagare le bollette

– studiare i vari Decreti (e cercare di capirci qualcosa)

– pensare a cosa dar da mangiare ai nostri figli

– trovare un modo per gestire fisicamente i nostri figli mentre noi ci assentiamo per andare al lavoro

– scervellarci tra vari ammortizzatori sociali per ottenere più aiuto possibile senza incappare in errori (che altrimenti pagheremmo cari!)

Per non considerare tutti i salti mortali che abbiamo fatto per fare la spesa nel supermercato più costoso soltanto perchè era il più vicino a casa (fortuna sono tempi andati ormai!)

Ci terrei a farVi presente che tutti quelli che Voi chiamate “aiuti” altro non sono che nostri diritti.

Ci guardate tutti dall’alto dei Vostri bellissimi uffici (visto che siete tra i fortunati a poter lavorare comodamente in smart-working garantendoVi lo stipendio pieno e senza dover rendere conto a nessuno – perché non considerate nemmeno che Voi lavorate per Noi) e ci dite cosa dobbiamo fare e come dobbiamo vivere le nostre giornate. Ma la verità è che Voi, delle nostre giornate, non sapete nulla.

Ogni 15 giorni (a volte anche meno e comunque prevalentemente di sera) ci dite cosa dovremo fare a partire dal giorno dopo e per le due settimane successive. Ma non avete la minima idea di cosa significhi, alle dieci di sera (a quanto pare è più divertente comunicare direttive di notte) mettersi a sfogliare la rubrica telefonica per trovare qualcuno a disposizione il giorno dopo per badare ai nostri figli (che poi che senso ha, nell’idea di limitare i contagi, chiamare a destra e a manca persone conosciute o meno per farle entrare nelle nostre case!?).

Beh, ci avete anche detto che abbiamo diritto di usufruire di permessi, ferie, smart-working, congedi (pagati al 50%!!!!!!!!!!)…GRAZIE! Come se nella realtà fosse semplice (sempre alle 22 di sera, con calma, dopo i Vostri comunicati ufficiali) chiamare il proprio datore di lavoro per dire “Hai sentito cosa hanno appena comunicato? Domani potrei tornare al lavoro però, siccome ho dei figli, ho diritto a stare a casa in ferie/permesso/congedo/smart-working per stare con loro”. E ovviamente Vi aspettate anche che il datore di lavoro sia felice di acconsentire!

Voi avete idea che, di qualsiasi Azienda parliamo, grande o piccola che sia, il personale spesso è indispensabile? Sapete quanti dipendenti hanno figli? E se stessero tutti a casa?

Pensate anche al Vostro amato personale sanitario (che mai avete adorato come in questo periodo): chi bada ai loro figli ora che tutte le strutture (scuole, nidi, materne) sono chiuse? Gli infermieri, OSS, puericultrici, ecc. non prendono 5.000 Euro al mese!

Credete davvero che ci siano abbastanza babysitter e soldi per coprire le necessità delle famiglie?

No, beh, ci sono anche i nonni (per qualcuno). Gli stessi che ci implorate di non frequentare per evitare eventuali contagi. E ovviamente dando per scontato che gli stessi nonni siano a casa in pensione. Come se noi figlie ci accordassimo con le nostre famiglie per partorire a partire dal giorno di pensionamento dei nostri genitori! Sapevate che qualche nonno/a deve lavorare ancora per 15 o 20 anni?

Ma certo! Ed è per questo che avete previsto l’incredibile BONUS BABYSITTER (ovviamente sempre dando per scontato che per ogni bambino esista una babysitter da chiamare la sera prima per il mattino dopo, che conosca già i nostri figli e le loro esigenze, che sia affidabile e che sia capace). Ecco, vorrei mostrarVi qualche calcolo:

io sono dipendente part-time a 6 ore al giorno e lavoro a 15 minuti da casa (quindi poche ore e breve tragitto). Considerando che la babysitter dovrebbe permettermi il tragitto casa/lavoro e viceversa, dovrebbe arrivare mezz’ora prima e uscire mezz’ora dopo. Quindi siamo a 7 ore al giorno da coprire, per 5 giorni = 35 ore a settimana. Per 4 settimane sono 140 ore. Perciò, con 1200 euro di voucher (sempre che non siano addirittura 600 euro), una babysitter porterebbe a casa circa 8,57 euro LORDE.

Questo se il genitore che chiede il bonus ha la speranza di aver bisogno di questo servizio per un solo mese. 

Invece si parla di chiusure fino al prossimo anno scolastico (per essere ottimisti). 

E ovviamente non considerando che, in media, l’importo orario richiesto dalle babysitter è di 10 euro NETTI! 

Perciò ci troviamo con i dilemmi:

– rischiare/lasciare il posto di lavoro

– pagare in nero le babysitter (per chi è fortunato e sa come “tirar fuori” qualche soldo in più)

– portarsi i figli al lavoro (spero che nessuno consideri davvero l’ipotesi)

Ora, venendo al dunque:

se è vero che qualche Comune sta chiedendo ai genitori di compilare online un questionario in forma anonima per capire se ci sono (e quali siano) esigenze per i cittadini con figli, ciò significa che è possibile considerare l’ipotesi di trovare una soluzione.

Premettendo che non credo nemmeno che serva compilare un questionario e che mi stupisce che i Sindaci non conoscano già la risposta, mi chiedo perchè non si sia già dato per scontato a livello Regionale-Nazionale che abbiamo necessità di sapere che fine far fare ai nostri bambini!

Non stiamo parlando di adolescenti capaci di stare a casa da soli. Non mi importa il campo scuola per i ragazzi di 14 anni!!! Ma non avete notato che già a 10-12 anni escono da soli di sera?? Serve davvero un campo estivo perchè i genitori possano andare al lavoro?? Parliamo di minori ma di BAMBINI!

Stiamo parlando quindi anche delle fasce di neonati 0-3 ( fino ad ora non li avete nemmeno presi in considerazione!!!!!!) che hanno bisogno di attenzione che SOLO I NIDI AUTORIZZATI possono dar loro. Queste strutture finiranno per chiudere e noi non sapremo mai più a chi affidare i nostri figli!!!

Stiamo parlando di quei bambini che sono nel pieno del loro sviluppo emotivo e cognitivo e sono costretti, nella migliore delle ipotesi, a stare chiusi in casa con i genitori in video-call perchè non è il  momento di spendere i soldi in babysitter visto che non sappiamo per quanto tempo ancora potremo lavorare (e soprattutto visto che una babysitter può costare anche come 4 rette del nido)!

Ci terrei a ricordare che i bambini di oggi pagheranno le tasse di domani.

Ci terrei a precisare che siete Voi stessi a incentivare le nascite.

Non potete chiudere gli occhi proprio oggi perchè altrimenti domani Vi troverete con le tasche vuote…in tutti i sensi!

E se tutto ciò non Vi bastasse, Vi inviterei a riflettere che tutte quelle strutture (comunemente chiamati “asili nido” ma sembra che Voi non ne abbiate mai sentito parlare), danno da mangiare a delle Maestre che hanno a loro volta dei figli, delle famiglie. Sono le stesse che sono sottoposte a mille obblighi nei confronti di tasse, contributi, ispezioni, normative, ecc e che a denti stretti sono andate sempre avanti!

Voi, oggi, state sputando su tutto il lavoro di una vita (la loro!) e questo dovrebbe solo portar vergogna!

“Dobbiamo far riprendere l’economia, i locali hanno diritto di non morire di fame!” dite. Vi svelo un segreto: moriranno lo stesso perchè noi genitori per pagare la babysitter/prendere il congedo al 50%/lasciare il lavoro per stare con i figli, al ristorante non potremo andarci lo stesso! Idem per shopping, aperitivi o qualsiasi altro sfizio!

“Incentiviamo l’acquisto di prodotto italiano!” dite. Certo! Con la fame che facciamo finiremo tutti al discount a prendere le sottomarche straniere che costano meno!

Vi affidate al “buon senso” degli italiani…ma non di tutti evidentemente!

Aprite i ristoranti, i bar, le pizzerie lasciando una quarantena di sacrifici in mano alle coscienze cittadine ma non i bambini, non le famiglie!

“Dobbiamo ripartire, dobbiamo contare su di Voi”, dite!

Ecco, considerate allora che gli asili nidi sono alcuni dei luoghi più monitorati a livello di igiene. Dovreste saperlo visto che i controlli spettano a Voi! E considerate anche che i nostri figli sono i nostri beni più preziosi e mai vorremmo far loro del male.

Il Vostro compito è quello di GUIDARCI. Quello che potete fare in questa situazione è dare delle direttive (mi raccomando: chiare e semplici almeno una volta) su cosa occorre fare per evitare contagi/esposizioni al virus, su come comportarsi al meglio delle possibilità, su quali precauzioni prendere.

Chiedo perciò a ogni persona politicamente coinvolta e che abbia davvero compreso che questo scritto è tratto da storie di vita vera e attuale di troppe persone, di prendere in mano la situazione e pensare ad una soluzione CONCRETA ED IMMEDIATA

La richiesta, fondamentalmente, è una sola: LASCIATE A NOI LA POSSIBILITA’ DI DECIDERE DI TENERE I NOSTRI FIGLI IN UN LUOGO SICURO E CON DEL PERSONALE QUALIFICATO PIUTTOSTO CHE CON UNA PERSONA ESTRANEA E PAGATA IRREGOLARMENTE!

Non potete pensare di mandarci al ristorante se non sappiamo nemmeno dove lasciare i nostri piccoli!

Vogliate perciò prendere in considerazione questa richiesta e finalmente decidere di quel che sarà il nostro, il loro (dei piccoli) ed il Vostro futuro!

Distinti saluti,                                                                                    Francesca Lo Verso (una mamma lombarda come tante altre)