Lettere a Lodinotizie

Lettere – L’economia è una scienza che studia come gli uomini allocano risorse scarse

L’economia è una scienza che studia l’allocazione di risorse scarse. Questa definizione non mi soddisfa al pieno, perché manca l’elemento umano; sarebbe, allora, meglio dire che l’economia è una scienza sociale che studia come gli attori economici – ossia gli uomini, intesi sia come singoli che come gruppi – allocano risorse scarse. Può sembrare una banalità, ma introdurre il concetto di economia come scienza sociale e delle decisioni dell’essere umano fa intendere chiaramente che le fluttuazioni economiche dipendono da scelte, più o meno consapevoli e più o meno ragionate, compiute da persone. A questo punto, mi sembra interessante applicare questo concetto ai proclami della campagna elettorale in corso, con la speranza di non risultare fastidioso – a quello ci pensano già politici ed opinionisti vari.

Dunque, ascoltando le proposte dei vari partecipanti alla giostra elettorale, balza all’occhio la totale assenza del “problema giovani” dal dibattito. Certo, l’argomento è affrontato tangenzilamente, nel senso che vengono fatte proposte e si tenta di convincere l’uditorio degli effetti benefici che le medesime avranno sul mondo del lavoro, con benefici anche per i giovani; ma non si arriva mai ad affrontare una questione che è ben più grave e complessa della disoccupazione e dell’inoccupazione giovanile.

Non è sufficiente focalizzarsi su questi problemi (che pure meritano delle soluzioni sistemiche ed efficaci), perché il problema parte dalla formazione delle persone: ha senso affrontare l’insegnamento con lezioni frontali quando la realtà che viviamo è sempre più interattiva? Ha senso creare dei precorsi formativi rigidi e preimpostati, quando la realtà è sempre più flessibile? E’ giusto pensare che le riforme di cui scuola ed università necessitano si esauriscano nel precariato dei docenti, negli orari di lavoro, nei problemi del personale ausiliario? Certo, non bisogna scadere nell’utilitarismo un tanto al chilo, ma è doveroso tenere sempre presente che lo scopo della formazione è quello di preparare i ragazzi al futuro, di dar loro le risorse che serviranno ad affrontare il mondo, e questo lo si ottiene dando via via più autonomia decisionale e mettendo alla prova i ragazzi: questo è il miglior investimento economico che un Paese possa fare, perché fa aumentare le risorse sia quantitativamente che qualitativamente.

Elia Devecchi

Lodi


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