Lettere a Lodinotizie

Lettere – Isola Carolina, SEL: «i costi sono già “lievitati” prima ancora di cominciare»

Il Comune di Lodi deve avere risolto, miracolosamente, i problemi di risorse che affliggono tutte le amministrazioni locali di questi tempi se si appresta a investire oltre due milioni di euro nella riqualificazione del parco dell’Isola Carolina: dopo numerosi annunci sta per  dare nuovo impulso alla sua iniziativa. Di fronte a ciò rinnoviamo il nostro invito a fermarsi e a ripensarci.

Abbiamo sempre sostenuto la necessità di una riqualificazione complessiva del parco e che, in attesa, si dovesse procedere con interventi di manutenzione che lo conservassero nelle migliori condizioni possibili; alla prova dei fatti – e nonostante alcuni ‘rattoppi’ messi in campo dopo precise segnalazioni da parte dei cittadini – di tutto questo non si è vista traccia e infatti, lo stato di incuria e di degrado in cui versa è sotto gli occhi di tutti. Allo stesso modo abbiamo espresso, più volte e in modo circostanziato, forti dubbi sulla decisione con cui l’Amministrazione ha deciso di non affidare l’incarico ai progettisti vincitori del ‘Concorso internazionale di idee’ indetto nel 2007 e costato ai cittadini lodigiani oltre 20.000 euro (solo il Concorso…), il cui bando non fissava un importo complessivo degli interventi ma, suddividendo l’opera in 4 lotti, stabiliva un costo per i primi due pari a  450.000 euro.

Eppure quel progetto non doveva essere sgradito all’attuale Sindaco considerato che nel suo Programma elettorale del 2013 – allora anche il nostro programma elettorale – si legge, a pagina 18, che “la più grande area verde attrezzata della città verrà recuperata… con un intervento che ne valorizzerà il pregio ambientale e ne migliorerà la fruizione, sulla base di un progetto già approvato e pronto alla realizzazione”. Per completezza di informazione, ricordiamo che il costo totale di quel progetto, oggi  ‘scartato’, comprensivo anche del bar da realizzare all’interno del parco, era di 1,6 milioni di euro secondo la documentazione fornita dagli stessi progettisti: cifra diversa da quella sostenuta dal Sindaco e dall’Assessore Ferrari, che, più volte, hanno ripetuto che il costo fosse invece di 4 milioni di euro, a loro dire stimato dall’Ufficio tecnico del Comune, senza mai produrre alcun documento a supporto.

Secondo il bando di quel Concorso, la riqualificazione del Parco doveva essere realizzata attraverso: “ a) una diversificazione della messa a dimora di essenze arboree, anche in parziale sostituzione di quelle esistenti, con particolare attenzione all’impiego di essenze con fioriture durante tutto l’arco dell’anno; b) il miglioramento delle strutture dedicate alla fruibilità attiva quali percorsi e spazi attrezzati per il tempo libero…; c) Il potenziamento dell’accessibilità al parco e … alla connessione con la rete di mobilità ciclo-pedonale; d) la valorizzazione complessiva degli aspetti paesaggistici del parco urbano” (cfr. art. 2. Oggetto e obiettivo del bando di concorso).

Chi sta seguendo con attenzione quanto l’Amministrazione ha intenzione di mettere in campo per il futuro dell’Isola Carolina non avrà difficoltà a trovare corrispondenza tra ciò che già il bando del 2007 prevedeva – e si suppone quindi che il progetto vincitore soddisfacesse – e  ciò su cui si ‘punta’ ora e che è (ri)emerso nella sintesi fatta – non si sa con quali criteri e modalità – a conclusione degli incontri ‘partecipati’ cui la cittadinanza è stata invitata la scorsa primavera.

“Dove sta il problema?” si domanderà qualcuno, “in fondo, con qualche anno di ritardo, si sta mettendo in campo un grande progetto di riqualificazione”.

Il problema è, tanto per cominciare, che ora il quadro economico complessivo dell’intervento, inserito nel Piano delle Opere Pubbliche, è stimato in 2 milioni e 100 mila euro, spenderemo quindi più di quello che si prevedeva nel 2008 pur trovandoci in una situazione di maggior difficoltà economica. Inoltre, i primi passi mossi dall’Amministrazione negli ultimi mesi, prima ancora della stesura del progetto di riqualificazione, vanno tutti nella direzione degli ‘affidamenti diretti’, legittimi ma non condivisibili in una logica di trasparenza amministrativa: dall’incarico per il parere legale sui vincoli, per l’Amministrazione, derivanti dal ‘Concorso di progettazione’ del 2007 per Euro 2.030, a quello per la redazione di  6 “render foto realistici” per il progetto preliminare (altri Euro 2.200), dall’affidamento per l’attività di supporto tecnico agronomico alla progettazione preliminare (Euro 3.294), quello a “KCITY” e Studio Federico Oliva e Associati (lo stesso Studio cui è stata affidata la mappatura dell’architettura minore cittadina che langue, senza esito alcuno, da oltre tre anni) per il “servizio di assistenza alla fase di startup del laboratorio di progettazione aperto alla cittadinanza” (Euro 3.806), fino ad arrivare alla redazione del “Masterplan” e del “Documento Preliminare alla Progettazione” per la riqualificazione del Parco, per un totale di ben Euro 33.840. Da notare che né il “Masterplan” né il “Documento Preliminare alla Progettazione” sono obbligatori o normalmente previsti per la riqualificazione di un parco.

A ciò si aggiunge, per concludere, un ulteriore affidamento, sempre a “KCITY” e allo Studio Foa, per l’attività di assistenza e di accompagnamento alla progettazione preliminare per altri 10.980 euro; incarico anomalo e inusuale visto che riguarda la partecipazione a riunioni interne con gli uffici comunali, con la Giunta e con le Commissioni consiliari, con la Soprintendenza, con i cittadini e con i comitati, attività che, in genere, fanno parte degli incarichi di progettazione. Progettazione che, nel nostro caso, non è ancora stata affidata.

Tutto considerato quindi, si arriva a un totale di oltre 55.000 mila euro di spesa per le casse comunali, per non avere neppure il progetto preliminare e, complessivamente, possiamo ben affermare che i costi sono già ‘lievitati’ prima ancora di cominciare. Le prossime ‘mosse’ dell’Amministrazione, sono un incontro con la cittadinanza per la presentazione del “disegno generale per l’intervento ambientale – definito Masterplan  – che tiene conto della progettazione partecipata organizzata” elaborato “seguendo le indicazioni emerse in quegli incontri”. Come questo “disegno generale” tenga conto delle sollecitazioni emerse, come si sia fatta sintesi tra le istanze – in alcuni casi antitetiche tra loro – espresse nei due incontri “partecipati” tenuti tra maggio e giugno dello scorso anno, come si possano definire rappresentative di quei contributi le due tavole (due!) allegate al “Documento Preliminare di Progettazione” è un vero mistero. Indire un paio di incontri pubblici per ascoltare pareri su come si vorrebbe il parco non è “fare progettazione partecipata”; avanzare proposte non è “partecipare” se mancano regole di ingaggio chiare e trasparenti e un vero dibattito sulle alternative progettuali; e se, alla formulazione delle proposte, segue l’illustrazione delle decisioni prese, da altri e altrove, solo “nominativamente” in forza delle sollecitazioni ricevute.

Chiediamo, quindi, che si riapra una valutazione complessiva sulla misura dell’intervento da realizzare, tenuto conto dei tempi di crisi che stiamo attraversando; che la partecipazione sia  messa in pratica con metodi ben diversi da quelli praticati; che l’Amministrazione Comunale giustifichi le spese sostenute finora, con affidamento diretto degli incarichi, in questa fase precedente all’elaborazione del progetto preliminare per la riqualificazione. E vorremmo che il Parco, in ogni caso, non fosse abbandonato a se stesso per tanti altri mesi, come finora è avvenuto.

Michela Sfondrini e Alice Sari

Consigliere Comunali SEL per Lodi


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