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Lettere – Io scelgo i 1419 cittadini che mi hanno dato fiducia e non scendo a compromessi

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Dopo aver ampiamente profittato della posizione della sottoscritta in campagna elettorale, subito dopo il voto i tre consiglieri hanno creato un gruppo a mia insaputa con l’obbiettivo di esautorarmi dalla carica di capogruppo in favore di Menin. Atteggiamento, questo, contestato da tutti i sostenitori sia personali che della lista.

Vorrei sottolineare l’ovvietà che non c’era motivo di pensare al ricorso prima delle elezioni, pertanto mi pare evidente che i tre consiglieri stanno utilizzando questo pretesto per giustificare la loro irrispettosa scorrettezza. Inoltre ricordo, che nei giorni successivi lo scrutinio i tre consiglieri si dichiaravano solidali e concordi al ricorso, specificando che era una iniziativa prettamente civica.

Preciso poi che i 500 voti da loro decantati sono voti di preferenza incrociati e quindi potenzialmente 250 preferenze in tre, risultato che non avrebbe ottenuto nemmeno un seggio, per non parlare del fatto che molti di questi sono stati portati oltre che dalla sottoscritta da persone esterne con precedenti partecipazioni nella vita amministrativa della città. La maggior parte di queste preferenze sono arrivate da persone che alla luce dei comportamenti attuali sono amaramente pentite e deluse.

Ricordo che loro avrebbero voluto sin da subito dissociarsi dai partiti e in particolar modo Menin, che dichiarò chiaramente in un articolo apparso sulla stampa, di non sentirsi rappresentato da essi, salvo poi, viste le circostanze createsi, dimostrare tutto il suo opportunismo. Ma il loro contraddirsi pubblicamente non è una novità.

La verità è che i principi della lista Eva Pizzi Sindaco che dicono di condividere perché rappresenterebbero la linea tenuta nei 5 anni precedenti, li hanno palesemente disattesi nell’ultimo consiglio comunale, restando in assemblea nonostante non fossero stati messi nelle condizioni di discutere e votare il primo punto all’ordine del giorno: la maggioranza infatti, violando i diritti dei consiglieri, ha negato i documenti necessari per poterlo fare. In passato l’aula è stata abbandonata da Menin e altri anche per motivazioni meno gravi.

In conclusione, io non licenzio ne abbandono nessuno: si sono autoesclusi nel momento in cui hanno tradito la fiducia dei loro stessi elettori oltre che la mia, pugnalandomi alle spalle. Io scelgo i 1419 cittadini che mi hanno dato fiducia e non scendo a compromessi. Vado avanti coerentemente ed onestamente con la stessa linea che ho adottato sin dall’inizio.

Questa vicenda per me si chiude qua. Sto lavorando per la città ed ho appena presentato due interrogazioni al Comune di Lodi Vecchio e ho in progetto diverse altre iniziative.

Eva Pizzi