Lettere a Lodinotizie

Lettere – Dal 14 giugno scorso, lo stalking non è più reato

Dal 14 giugno scorso, lo stalking non è più reato.

A stabilirlo è la legge di riforma del codice penale, nel quale è stato introdotto l’articolo 162 ter che prevede l’estinzione del reato a seguito di condotte riparatorie da parte del molestante.

Si legge:”Il giudice dichiara estinto il reato, sentite le parti e la persona offesa, quando l’imputato ha riparato interamente il danno cagionato dal reato, (….) entro l’apertura del dibattimento di I grado, mediante la restituzione o il risarcimento”. Il risarcimento è possibile anche a rate e se, successivamente, l’imputato dimostra di non aver potuto adempiere entro il termine fissato, per fatti a lui non imputabili, allora il giudice può decidere un ulteriore termine.

In buona sostanza, se l’imputato dichiara di essersi pentito, basta che paghi una somma congrua, ritenuta tale dal giudice, e il reato si estingue.

Con una amara considerazione, mi viene da dire che sono stati impiegati anni per far riconoscere lo stalking come reato, infine, pochissimo tempo per una pacca sulla spalla, ricordando a un molestatore razionale, di fare il bravo ragazzo e magari, a una donna, che tutto sommato una chance bisogna pur darla, non vi pare?

Qualche dubbio rimane al legislatore circa l’eliminazione delle “conseguenze dannose o pericolose del reato” tant’è che mette un “dove possibile”; si riconosce in questo modo la gravità dei fatti che lasciano segni profondi e indelebili in chi li ha subiti.

Rimango pienamente convinta del fatto che i cambiamenti avvengono percorrendo la strada dei comportamenti acquisiti per convinzione, perché si è maturi e civili culturalmente parlando, perché una società ripudia le condotte di offesa e di non rispetto dell’altro, del diverso da sé, e non per normativa, ma la normativa per chi non ha compiuto ancora questo salto collettivo, può aiutare ed essere un deterrente nei comportamenti individuali.

Nel leggere i dati di violenza, perché lo stalking è una forma di violenza, i risultati non dicono nulla di buono e la fatica più grande oggi, in questo momento di assenza di punti forti di riferimento, è proprio quella di non indietreggiare davanti a conquiste sociali che ribadiscono il senso del rispetto della persona.

Inoltre la legge sul femminicidio del 2013, la 119, precisa che la remissione della querela può essere solo processuale, davanti al giudice.

Il dibattito si era aperto immediatamente e due opinioni si fronteggiavano circa la lettura del testo di legge: appunto una che afferma che con l’art. 162 ter si depenalizza il reato di stalking e l’altra che afferma il contrario.

Il Ministro Orlando aveva annunciato che si sarebbe fatta chiarezza. Nel frattempo, purtroppo, la legge ha visto anche la sua applicazione.

Il 25 novembre scorso, presso la Camera dei Deputati c’è stata una straordinaria ed emozionante iniziativa: “In quanto donna” che ha visto solo donne sedere sugli scanni.

In quella occasione, la Presidente Laura Boldrini, tra l’altro, ha annunciato che, a breve, sarà posto rimedio a questo errore.

Ora non ci resta che aspettare e auspicare che “sviste” di questo genere, in giurisprudenza, non si ripetano anche perché altrimenti si diventa schizofrenici, condannando, da una parte la violenza, e, “alleggerendo” dall’altra quella contro le donne. Ancora una volta.

 La Consigliera Provinciale di Parità

Venera Tomarchio

 


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