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Lettere – Ci eravamo liberati del signor Corona, il nuovo prefetto ce lo fa quasi rimpiangere

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Gentile direttore,

sono a scriverle per espletarle il mio sdegno per il modo di lavorare che determinati organi dello stato svolgono sul territorio lodigiano, ci eravamo liberati del signor Corona, il nuovo prefetto ce lo fa quasi rimpiangere.

Questi “ pretoriani “ rispondenti direttamente al Ministero degli Interni, che ormai possiamo ri-definire come centro di smistamento di immigrati clandestini e non certo di identificazione e gestione, a questo giro hanno proceduto seguendo il solito copione : nuovi immigrati sul territorio di Lodi Vecchio in barba sia alla Cittadinanza locale sia – riteniamo rimarcare – allo stesso primo cittadino responsabile di pubblica sicurezza.

Sì, parliamo ancora degli immigrati clandestini che nuovamente vengono inviati presso il Laus Residence di Lodi Vecchio : struttura privata sotto sequestro ma incredibilmente agibile quando bisogna accontentare tacitamente l’incompetenza Alfaniana !

La storia si ripete, tanto per cambiare, infatti ricordiamo che fino a qualche tempo fa il territorio ludevegino ne dovette mantenere una quarantina circa ed oggi dopo la “ diaspora “ di questa prima importante quota di immigrati – già a suo tempo fortemente contestata dal Gruppo Lega Nord locale – stiamo assistendo all’ennesima “ somministrazione “ tacita, notturna e segreta di una nuova quota di immigrati non meglio generalizzati .

La Prefettura quindi non solo ha deciso di smistare ancora una volta a Lodi Vecchio una nuova quota di immigrati, ma si è presa anche la briga di non informare il comune, se non a giochi fatti dell’arrivo di 15 presunti profughi, che poco dopo sono diventati come per magia 19, ma che correttezza!

Quali garanzie abbiamo dal punto di vista della Saluta Pubblica per la nostra Cittadinanza ?

Quali accordi “ particolari “ esistono fra il gestore privato della Struttura ospitante ed i Pretoriani ?

Il gioco pare semplice : li mandiamo in una struttura posta SOTTO SEQUESTRO GIUDIZIARIO, ma privata, così il comune di Lodi Vecchio è esentato dalla responsabilità diretta, brava Sig.ra Prefetto !

Ci auguriamo – a tutela della Cittadinanza tutta – che il numero non salga, perché se è vero che si è partiti da 15, si è già arrivati a 19, un metodo – quello italiano – quasi da loggia massonica sicuramente in barba alla democrazia e poco “ rassicurante “ .

Per quanto ci riguarda il numero non deve essere né 15 né 19 ma ZERO. Ci auguriamo che il primo cittadino di Lodi Vecchio prenda posizione e spunto dai sindaci della lega nord, per dire basta a queste condizioni imposte dall’alto, Lodi Vecchio ha già ben altre beghe di cui occuparsi.

Per il Gruppo Lega Nord

Sezione nord ovest lodigiano

Andrea Savini – Francesco Morosini