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Lettere – Caso Mense. L’etichetta di città razzista che questa vicenda ha impresso esigerebbe qualche scusa

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L’ordinanza con cui il Tribunale di Milano ha sancito il carattere discriminatorio delle nuove disposizioni introdotte un anno fa dal Comune di Lodi per rendere più difficile l’accesso dei cittadini extracomunitari alle agevolazioni tariffarie per le prestazioni sociali deve rappresentare un punto di partenza per ricostruire un corretto clima di confronto e riportare concordia nella nostra comunità.

E’ importante sottolineare che oltre a ristabilire l’ovvia prevalenza di un principio di parità di diritti che era stato evidentemente calpestato, la decisione del Tribunale ha chiarito che un regolamento comunale non può diventare lo strumento con cui la politica cerca di imporre posizioni controverse andando oltre la legge nazionale.

In questo senso, il giudizio di ieri segue quelli analoghi che nelle ultime settimane hanno visto bocciare le ordinanze con cui alcuni sindaci lombardi avevano introdotto penalizzazioni tributarie a carico dei proprietari di immobili utilizzati per dare ospitalità a profughi, nonché le norme regionali che allungavano a 10 anni il requisito della residenza in Lombardia richiesto agli stranieri per poter usufruire dei contributi per l’affitto.

La brutta etichetta di città razzista e discriminatoria che questa vicenda ha impresso su Lodi esigerebbe qualche scusa, ma il riconoscimento dei propri errori da parte della giunta e della maggioranza di centrodestra del Comune (se mai dovesse arrivare) non è la cosa che conta: ciò che importa nell’immediato è che l’amministrazione si corregga, modificando il regolamento per l’accesso alle prestazioni sociali nella direzione richiesta dal Tribunale, e che poi contribuisca con senso di responsabilità a riportare serenità in un clima sociale che si è vistosamente inasprito. Quella che è stata fatta era una scelta divisiva, che ha lacerato la città, ed i comportamenti che creano divisioni così profonde sono sempre sbagliati.

Allo stesso modo, non bisogna nascondere che quella scelta godeva anche del consenso di una consistente parte della cittadinanza, a cui è stato dato ad intendere che l’obiettivo era quello di mettere fine ad un presunto regime di favore per gli extracomunitari e di impedire che questo “privilegio” sottraesse risorse per i bisogni dei “nostri”. Una logica distorta e pericolosa, che ha recato danno alla convivenza civile: ripartiamo da qui, allora, impegnandoci tutti per ricucire quella trama di relazioni e senso di comunità che è stata strappata.

Segreterie provinciale e cittadina di Lodi del Partito Democratico