Lettere a Lodinotizie

Lettere – Bello stringere mani felici, ma bisogna avere coraggio di affrontare occhi arrabbiati

Gentile Direttore,
consiglio comunale lodi

vorrei fare con Lei e con i lettori una riflessione in merito agli sviluppi della nota vicenda giudiziaria che ha coinvolto Simone Uggetti, evitando però di tornare a parlare direttamente dell’accaduto, ma occupandomi delle inevitabili conseguenze politiche correlate. Per fare questo è necessario partire dal Consiglio del 19 maggio, primo vero appuntamento istituzionalmente qualificato perché le forze politiche, di opposizione e maggioranza, potessero esprimere la loro posizione ufficiale in merito all’accaduto. Ritengo ovviamente corretto che sia stato in quella sede che il mio partito, per bocca del nostro Consigliere Lorenzo Maggi, abbia ufficialmente chiesto le dimissioni di Sindaco e Giunta manifestando tutta la nostra indignazione per la situazione creata e l’atteggiamento a tratti indisponente dell’Amministrazione stessa, che nulla di politicamente concreto ha detto in merito all’accaduto, né appoggiando il comportamento ammesso dal primo cittadino né prendendone le distanze, ma che anzi si è limitata ad un incomprensibile e vuoto “restiamo per il bene della città”. Posso anche comprendere i consiglieri di maggioranza che, seppure in evidente imbarazzo, si sono limitati ad interventi di circostanza senza nulla aggiungere alla discussione. Quello che non capisco e non accetto è il comportamento dell’Assessore alla Pace, Andrea Ferrari, proprio per l’importante ruolo politico che lo stesso riveste. E non mi riferisco alla tristemente famosa e-mail inviata agli iscritti del suo partito invitandoli all’occupazione fisica della sala Consiliare e della piazza. Fortunatamente questa caduta di stile non ha avuto altre conseguenze se non costringere le forze dell’ordine ad un dispiegamento preventivo consistente, costringendo le stesse a distogliere le loro preziose energie dai loro fondamentali compiti (tra gli altri ringraziano in particolare i residenti del Borgo Adda). Purtroppo però non è finita qui, perché anche il giorno successivo al Consiglio il PD, per il tramite del suo Segretario Cittadino, ha dimostrato ancora di non gradire il confronto, prendendosela questa volta con una testata giornalistica on-line, rea di aver scritto un articolo dedicando più righe agli interventi dell’opposizione rispetto a quelli della maggioranza e criticando apertamente la mancanza di par condicio nei social network. Questo ulteriore episodio, unito a quello dell’invio della mail, ha contribuito molto bene a far capire quale sia il concetto di democrazia e partecipazione del PD Lodigiano. Alla vigilia di un importantissimo appuntamento istituzionale, la loro priorità non era spiegare e tranquillizzare la cittadinanza, ma impedire che il dissenso venisse manifestato da persone preoccupate per quello che stava accadendo. Il giorno successivo la preoccupazione era contestare la cronaca che non riportava quello che si sarebbe voluto leggere. Ma allora, se non vanno bene le voci del dissenso cittadino, se non va bene la cronaca dei giornali, perché non ci ha pensato Ferrari stesso a dire le cose come ritiene che siano da rappresentare al Consiglio Comunale? Perché non ha preso la parola per spiegare la posizione dell’Assessorato alla Pace e cooperazione, per spiegare perché sarebbe sbagliato chiedere le dimissioni del Sindaco? Lui aveva l’invidiabile possibilità di dire tante cose, ma ha preferito tacere nella sede istituzionale preposta. Però ha ritenuto importante cercare di ostacolare l’accesso alla sala consiliare a chi aveva delle domande da porre ed ha ritenuto importante contestare chi ha dato spazio all’opposizione. Brutto episodio che con la Pace e la cooperazione, a mio modo di vedere, ha poco a che fare.

consiglio comunale lodi

E poco che fare ha anche con la buona amministrazione, quella che nasce dall’ascolto delle esigenze dei cittadini e va loro incontro proponendo delle soluzioni il più possibile condivise. Chi vuole prendersi l’onore di amministrare, deve ricordarsi che questo è anche un onere. Si è a servizio dei cittadini che ti eleggono, e così come è bello stringere mani felici, bisogna avere il coraggio di affrontare occhi arrabbiati. Ripetere all’infinito il mantra “lo facciamo per il bene della città” senza chiedersi se la città voglia questo tipo di bene è un comportamento quantomeno arrogante, che non deve appartenere a nessuno che ambisca ad amministrare una città. Rifiutare il confronto, di persona o per il tramite di un social network, sminuendo chi chiede di essere ascoltato riducendolo a soggetto non gradito da emarginare è un atteggiamento che è contrario, prima ancora che al buon governo, al concetto stesso di Democrazia.

consiglio comunale lodi

Stefano Ricevuti
Forza Italia Lodi

stefanoricevuti@gmail.com

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