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Lettere – Attendo Ferrari per raccontargli di strane consulenze e assunzioni e dei 10 milioni di disavanzo

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Fa specie sentir parlare il sig. Andrea Ferrari di inadeguatezza di talune scelte, soprattutto andando a ripercorrere l’ottimo lavoro svolto dallo stesso Ferrari nel suo ruolo di assessore dell’allora giunta Uggetti, con risultati facilmente documentabili come quello della realizzazione della cattedrale vegetale, progetto di punta del territorio nel semestre Expo (che si è svolto da maggio ad ottobre del 2015!) inaugurato solo lo scorso 23 aprile 2017, con ben 2 anni di ritardo…

Fa specie leggere il sig. Ferrari commentare talune scelte, attentamente ponderate dal consiglio di amministrazione del Parco, come ad esempio quello delle designazioni dei membri della commissione congiunta con il CREA; lo stesso CREA infatti ha indicato nel protocollo di intesa che si tratta una commissione paritaria a composizione mista, designando, accanto ad un profilo scientifico, un proprio funzionario amministrativo ed un proprio consulente tecnico, proprio in virtù della complessità ed eterogeneità degli argomenti di discussione che dovranno essere definiti dal gruppo di lavoro.

Fa ancora più specie leggere che il sig. Ferrari esprime giudizi su taluni strumenti di gestione di crisi aziendali di cui, in virtù della sua formazione e della sua esperienza pregressa, non risulta avere alcuna competenza; strumenti che sono stati invece attentamente valutati e proposti, nonché fortemente consigliati, da una delle più prestigiose società di consulenza legale e tributaria, alla luce della situazione economico-finanziaria che abbiamo ereditato dai suoi compagni di partito, Uggetti e Soldati.

Da quanto riportato nel comunicato stampa del sig. Andrea Ferrari emerge infatti, in maniera piuttosto chiara, che Ferrari non ha in alcun modo compreso l’attuale situazione del Parco; nessuno ha infatti mai parlato di dietrofront sul concordato, che è solo stato congelato in attesa che si definiscano i rapporti con il sistema bancario e che resta, al momento, l’unica soluzione reale alla situazione di crisi del Parco.

Per concludere, attendo il sig. Ferrari, col suo borsello, in sede al Parco, per fare un confronto sulla situazione che abbiamo ereditato, e per raccontargli delle strane consulenze, delle strane assunzioni e dei 10 milioni di disavanzo degli ultimi 3 anni. Su queste importanti partite non staremo in silenzio, anzi sono convinto che siamo solo all’inizio, ed una cosa è certa “non ci prenderemo responsabilità non nostre”.

Cristiano Devecchi

Consigliere Delegato

Fondazione Parco Tecnologico Padano