Home Attualità Lettere al Direttore – Telecamere di sicurezza: “Ma i funsiunun? Ma gh’è...

Lettere al Direttore – Telecamere di sicurezza: “Ma i funsiunun? Ma gh’è un quidün che ghe guarda?”

45
0

Le settimane passano ma purtroppo la situazione sembra non cambiare di una virgola, il capoluogo lodigiano continua ad essere teatro di brillanti prestazioni criminose che vanno in scena senza distinzione tra giorno e notte, centro e periferia. Proprio nelle ultime ore le pagine della cronaca locale riportano diversi episodi di furto avvenuti a ridosso l’uno dell’altro, partendo dai due bar rapinati, quello dell’oratorio di Santa Francesca Cabrini, alle Fanfani, e il Quicksilver all’incrocio tra Via Dall’Oro e Via Trento e Trieste, fino al colpo più eclatante alla banca di Via Cadamosto con tanto di “esplosivi” effetti speciali.

Ovviamente, come ai lodigiani è noto, non si tratta di casi isolati, ma di un’escalation del crimine che sembra proprio non voler far dormire sonni tranquilli agli abitanti della città del Barbarossa. Visto che ci stiamo occupando dell’argomento sicurezza voglio citare altri due casi cronici che gridano vendetta, il primo è quello che riguarda i malcapitati abitanti di alcune zone della città limitrofe al fiume, costretti a vivere rispettando un rigido coprifuoco se non si vogliono trovare nel bel mezzo di un supermarket notturno della droga, e l’altro è l’annoso caso dei furti di biciclette che, oltre a suscitare le ire di molti cittadini e pendolari, penso proietti Lodi ai vertici della classifiche mondiali della ricettazione e del contrabbando di mezzi a due ruote.

Resici conto dell’esistenza di un problema (non vorrei essere tacciato di allarmismo in quanto il tutto risulta essere piuttosto evidente) la cosa più ovvia da fare sarebbe interrogare “chi di dovere” e pretendere ciò che ci spetta: un minimo di sicurezza. Andiamo con ordine. All’interno dell’Amministrazione comunale esiste (lo scrivo per quelli che non se ne sono resi conto) un Assessore alla sicurezza che, come ha già avuto modo si spiegare, ha le mani legate e, sostanzialmente, oltre ad installare telecamere non può fare null’altro (in merito tornerò tra poco). Le forze dell’ordine, purtroppo, sono costrette a piangere miseria, costantemente sotto organico, con pochi mezzi e risorse scarse, e dunque non in grado di fornire un’adeguata copertura alla città. Solamente nominare le ronde rappresenta un sacrilegio perchè nella testa di qualche fine benpensante la parola fa scaturire truculente immagini di guerriglia urbana tra criminali e delle specie di giustizieri della notte armati fino ai denti.

Insomma alle donne, agli anziani, ai bambini, al commercianti e a tutti gli altri cittadini lodigiani chi ci “Pensa“? Di questi tempi la risposta più ovvia sembra essere: le telecamere. Come ognuno di noi ha avuto modo di notare la città è in molti punti sotto il controllo di questi apparecchi elettronici, molti dei quali installati da marzo in poi grazie ai fondi sbloccati dall’allora Ministro dell’Interno Maroni. Il fatto è che i lodigiani sono un po’ diffidenti nei confronti di questi strumenti perchè si chiedono: “Ma i funsiunun? Ma gh’è un quidün che ghe guarda?” Tutti sanno che non basta installare lo strumento ma occorre anche stipulare una serie di accordi con le forze dell’ordine e/o con società private affinchè sia garantita la completa funzionalità dello strumento stesso, che non può e non deve diventare il solito deterrente da 4 soldi. I lodigiani, per necessità (e mancanza d’altro), su quegli occhi elettronici fanno affidamento, nella speranza che non siano ciechi.

Alberto Tarchini

Lega Nord-Lega Lombarda

Sezione di Lodi