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Lettere al Direttore – Lodi fra le città più ciclabili d’Italia può migliorare ancora

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rudo barbina copertoneUna ricerca di Legambiente ha cercato di valutare l’offerta ciclabile di una città considerando i chilometri di piste ciclabili in sede propria, i chilometri di piste ciclabili in corsia riservata, i percorsi misti pedonali e ciclabili, le zone con moderazione di velocità a 30 km/h, che, opportunamente valutati, hanno concorso a formare l’indice di “metri equivalenti” di percorsi ciclabili ogni 100 abitanti. I dati disponibili sono in grado di misurare l’estensione dei percorsi ciclabili ma non il grado di sicurezza, la funzionalità e la distribuzione all’interno della città. Dalla ricerca si evince che l’indice di ciclo pedonalità di 30 città ha valori superiori ai 10 “metri equivalenti” ogni 100 abitanti: dopo Reggio Emilia, in seconda posizione nazionale troviamo il nostro capoluogo di provincia Lodi, che ha un valore di 31,14 “metri equivalenti” ogni 100 abitanti. I metri ciclabili per abitante sono calcolati tenendo conto di: lunghezza e tipologia piste ciclabili, estensione aree pedonali e zone30, interventi di traffic calming. Benché Lodi svetti nella classifica nazionale, ritengo che ancora siano possibili interventi di miglioramento per la nostra città. Dopo aver già raggiunto risultati di eccellenza a livello nazionale, l’amministrazione comunale ha rilanciato ulteriormente la sua azione, puntando in particolare sull’accessibilità in bici al centro storico, alla stazione ferroviaria e agli istituti scolastici. Il piano messo a punto consiste in un insieme articolato d’interventi per il miglioramento della mobilità ciclistica in città, inseriti in due progetti, intitolati “Lodi in bici” e “PedaLo”, finanziati dalla Regione Lombardia e dalla fondazione Cariplo. Tra i punti qualificanti dei progetti, la realizzazione di una bici stazione e di una ciclo officina, per dare una risposta concreta alla domanda di sosta sicura nell’area della stazione ferroviaria, e fornire servizi potenzialmente in grado di attirare altri utenti. Perché non implementare ulteriormente le direttrici delle piste ciclabili che si diramano barbinaanche all’esterno della città? Un prolungamento di pista ciclabile sarebbe opportuno al Parco Isolabella, ora potrebbe essere l’occasione per una riflessione positiva, lette le migliorie annunciate; dove la pista ciclabile/argine resta tronca a ridosso della rotonda prima di salire in tangenziale. Potrebbe essere messo in campo, in questo specifico contesto, un progetto di completamento di piste ciclabili, in collaborazione con la Provincia di Lodi, che preveda la riqualificazione della strada vicinale per la Cascina Valgrassa. Strada che conduce all’interno del Parco Adda Sud (Foresta di Pianura) e al fiume Adda, molto frequentata quotidianamente da numerosi cittadini per passeggiare, correre a piedi e in bici, in mezzo al verde della campagna lodigiana. In questo caso lo scopo è anch’esso meritevole, invece che per necessità di recarsi al lavoro o non intasare Lodi di auto, la pista ciclabile avrebbe fini ricreativi/turistici e ambientali che potrebbero far desistere chi, quotidianamente è solito spandere nell’ambiente scarti edili, detriti e ogni genere d’immondizia. Ne è un esempio, quelli ripresi in queste foto prima e appena subito dopo il sottopasso della tangenziale (una telecamera posizionata li, non farebbe certo male all’ambiente). Come pure si potrebbero prestare cure ai due pioppi autoctoni, posti al principio della strada vicinale, che fungono da sentinella alla periferia di Lodi, ricettacoli di ogni genere di spazzatura, abbandonati alle intemperie e privi di cure. Questa valorizzazione del territorio a vantaggio della nostra comunità e dei turisti che sempre più vogliamo portare in città e nel territorio lodigiano, anche con navigazione fluviale, rimarrà un sogno, o Provincia e Comune di Lodi interverranno?
Domenico Ossino