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Lettere al Direttore – “L’oro di Napoli?”

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L’oro di Napoli ?

Egr. direttore,

le discussioni in atto in queste settimane sono una immagine di cosa vuol dire non avere ancora applicato le riforme strutturali dello stato. Le strade di Napoli e le immagini che fanno il giro del mondo sono una figuraccia assolutamente negativa della nostra impopolarità per gli stranieri. Incomprensibile che nella stessa Regione, a pochi chilometri di distanza ci siano città virtuose quali Sorrento, dove la raccolta differenziata è allineata ai valori di tutta Italia, mentre a Napoli, ciclicamente la città è piena zeppa di spazzatura, con tutti i rischi sanitari del caso. Ma ch vuole queste cose? I cittadini onesti perché non si ribellano alla situazione ormai insostenibile? Proprio ieri sono andato a verificare i dati europei di smaltimento e riciclo e l’Italia è posizionata al quarto posto con una pct del 45% e con 567 kg di produzione di rifiuti pro-capite. Sicuramente se Napoli ed in generale tante città del Sud, oltre a tutto il resto del paese si impegnassero in maniera proficua si potrebbero raggiungere risultati virtuosi e convenienti per tutti. I rifiuti sono anche una ricchezza che potrebbe essere sfruttata nel posto dove vengono creati e che sicuramente dovrebbero essere smaltiti. Gli appelli alle altre Regioni sono comprensibili ma non sta più in piedi il meccanismo del “problema di Stato” con dilapidazione  conseguente di soldi pubblici destinati con decreto legge. Gli amministratori locali non li ha eletti il nord ma sono espressione popolare locale e se non sono in grado di operare si facciano da parte e lascino che lo stato tramite l’esercito faccia piazza pulita di tutti questi rifiuti, pianificando altresì ed imponendo  nuovi impianti, facendoli pagare con le varie addizionali alle regioni che creano questi disastri ambientali. Ognuno la rumenta se la smaltisca a casa propria! Basta ricevere rifiuti  mescolati in maniera confusionaria, perché possono solo essere oggetto di termovalorizzazione, se si vogliono aiuti possiamo darli dal punto di vista tecnico mandando ingegneri ed esperienze virtuose in quei posti ad insegnare la cultura ambientale. È chiaro che se alcune persone si mettono di traverso davanti alle discariche o fanno alte sceneggiate non meritano più nulla. Proprio è inaccettabile continuare su questa linea di pensiero. Penso che rifletterò con il mio gruppo politico sulla opportunità di fare un ordine del giorno in consiglio provinciale per fare in modo di non accogliere, come atto di indirizzo politico nemmeno un sacchetto di immondizia napoletana nel lodigiano. Non sarà importante ma è un segnale verso i napoletani che si comportano in maniera “mafiosa” rispetto la stragrande maggioranza che vorrebbe essere messa in altre condizioni normalizzate.  Colgo l’occasione dei rifiuti per fare il punto anche sulle statistiche dell ‘Istat del 2010 sul PIL nazionale:  mentre al centro nord siamo cresciuti in media dell’1,7% al sud il PIL è stato dello 0,2%. Ciò ha dei significati precisi : in primis che esiste una marea di lavoro sommerso ed una evasione pressoché omogenea, quindi in pochi contribuiscono a sostenere la “fumosa unità d’italia”, che rimane per questi parametri economici sono una utopia. Analizzando bene gli indicatori veri che non vengono mai citati dagli economisti si delinea che : produzione di rifiuti, consumi e richiesta di energia elettrica per le aziende sono decisamente allineati  al Nord, con la piccola differenza che qui da noi la vita costa molto più che al Sud. Siamo d’accordo nel coordinare interventi di sviluppo, ma la volontà popolare deve cambiare registro. Per fortuna, dal 1 gennaio 2013 la spesa storica di queste regioni verrà finalmente ripianata egli sprechi veri e si recupereranno risorse per l paese ma il ricambio culturale deve essere incisivo. I fondi europei devono essere sfruttati dal sud , mentre le analisi finora effettuate dicono che rispetto i budget previsti  (50 mld di €, il sud porta a casa dall’Europa  solo il 10%): una inezia che la dice lunga perché amministratori come Vendola in Puglia, preferiscono andare a pontificare politiche solamente ideologiche in tutta la penisola, amministrando in maniera  pessima nella propria Regione. Tutto è documentabile sul web: invito i lodigiani a scorrere le pagine di internet e verificare senza canalizzazione politica. Certo che siamo veramente messi male e le riforme non sono più una urgenza della Lega Nord, accusata in questi giorni di egoismo, ma sono l’unica ancora di salvezza per questo paese. Più le riforme saranno dilatate,  il rischio di avvicinarci ad alcuni paesi europei in difficoltà economica  diventa reale. Non è un caso che le banche italiane sono state messe sotto osservazione dalla UE. Cambiare ed andare verso un vero Stato federale!

Alfredo Ferrari

Consigliere provinciale

Giiugno 2011