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Lettere al Direttore • Polemica sugli arredi del centro, si poteva investire in periferia

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Buongiorno,

vorei ritornare sulla questione degli arredi in Corso Vittorio Emanuele, non era meglio sistemare quelli attuali ed impiegare queste risorse (soldi) per esempio in una delle tante vie in periferia, viale Piacenza dalla zona Gatta fino alla periferia i posteggi situati alla destra, dove più delle volte le auto parcheggiate occupano la pista ciclopedonale?

Fiorenzo

3 COMMENTI

  1. Concordo pienamente, ma purtroppo abbiamo capito che di Lodi sembrano interessare solamente Piazza della Vittoria e le 5 Vie che portano lì…. penso, però, che non sia sufficiente per rianimare Lodi… La periferia ormai, purtroppo, è “malata terminale”!

  2. Gentile direttore,
    immagino che in questi giorni le saranno giunti i commenti più disparati sull’argomento “nuovo arredo urbano”. Al di là del fatto che le panchine di design e le candide bolle ornate da surfinie in tinta e piazzate con incredibile velocità in centro storico piacciano o meno ai nostri concittadini, in questo periodo di non facile vita per i Comuni che vedono i loro bilanci sempre più stringati, mi domando se era proprio il caso di spendere decine di migliaia di euro per un intervento simile. Mi chiedo se i nostri amministratori abbiano presente ciò che dovrebbe essere alla base della gestione del patrimonio pubblico ovvero: stabilire le priorità.
    Se ogni tanto si riesce ad avere una cifra disponibile a bilancio, sarebbe obbligo di ogni buon amministratore, pubblico o privato che sia, stanziare tale somma per le cose più urgenti e necessarie, cose che magari aspettano da mesi e mesi di essere sistemate e che nove volte su dieci non riguardano il fulgido salotto del centro città, ma le solite snobbate e dimenticate periferie.
    Si sa, le zone periferiche non sono incorniciate da chiese romaniche e barocche o da palazzi del ‘600 e del ‘700, non è certo necessario scapicollarsi per rimetterle in sesto laddove la situazione è critica e in alcuni casi disastrosa, perché tale situazione è visibile e vissuta solo da coloro che ci abitano e che vengono “dribblati” dai nostri amministratori che, quando li cerchi, sono sempre introvabili.
    Avverto un certo senso di fastidio da parte di chi governa la nostra città verso quei problemi che sono platealmente evidenti, ma che in qualche strano modo diventano “secondari” ai loro occhi e soprattutto al loro personalissimo concetto di spesa pubblica.
    E’ proprio vero che la realtà a volte è diversa a seconda da che parte la si guarda e questo è valido per ciascuno di noi, poiché ciascuno ha opinioni e idee differenti che vanno comunque rispettate. Ma per chi è amministratore pubblico deve valere una sola realtà, ovvero la realtà oggettiva dei fatti.
    Una volta ho letto da qualche parte che il denaro del contribuente è sacro e bisogna economizzarlo al centesimo, ma a voler guardare con quale criterio vengono spesi i soldi nella nostra città, viene il dubbio che il concetto ribadito nei nostri codici giuridici, ovvero “la diligenza del buon padre di famiglia” , sembra non sia noto ai nostri amministratori locali.
    In città abbiamo strade disastrate da riasfaltare, dove pedoni e ciclisti non possono transitare senza rischiare di essere investiti da auto e camion, come accade in Viale Milano, tanto per fare un esempio.
    E il Comune che cosa fa? Fa finta di niente e si preoccupa di decorare Corso Umberto e Corso Vittorio, peraltro eseguendo i lavori con zelante celerità. Credo che la cittadinanza potesse sopravvivere anche senza fioriere candide e panchine “a seduta circolare”. Credo che nessuno avrebbe perso il sonno sapendo che gli arredi esistenti potevano andare avanti ancora per qualche anno.
    E’ possibile che in Comune non venga in mente a nessuno che l’estetica urbana è una faccenda che può anche aspettare, mentre invece ci si deve occupare con molta più urgenza di quelle questioni in cui è in gioco la sicurezza, la salute e la vita quotidiana dei cittadini?
    Ho fatto l’esempio di Viale Milano perché mi riguarda personalmente. Non dico che il Comune debba tirar fuori dei soldi per abbellirlo, ci mancherebbe altro: se lo abbellissero non vorrei che rischiasse di assomigliare al Boulevard des Champs Elyseé di Parigi… Dico soltanto che se una strada è a pezzi va sistemata, e non per sfizio, ma per evitare futuri incidenti. Prima di fare “chirurgia estetica” in centro, non sarebbe male se qualcuno in palazzo Broletto si alzasse e dicesse: prima di tutto mettiamo a posto le strade, che c’è gente che rischia la vita. Se qualcuno lo facesse, sarei la prima ad applaudire.
    Francesca Scoglio

  3. Buona sera Direttore,

    Che dire? L’arredo urbano in questione è per definizione un qualche cosa che sconfina nel lusso, superfluo, semplicemente estetico, mirato esclusivamente a rendere più appetibile una zona con il conseguente aumento di fruizione da parte di una parte di cittadini. Ed è qui che “casca l’asino”: perchè con i soldi di tutti i contribuenti si va ad avvantaggiare solo una parte di essi? Ed ancora, “essi” abitando nel centro che più centro non si può come stanno economicamente? Non voglio fare conti in tasca a nessuno ma salta sicuramente all’occhio anche di uno sprovveduto che coloro che si possono permettere 4.000,00 euro a mq per un appartamento in centro si avvantaggiano (magari hanno anche un negozio proprio sotto casa) di tale spesa comune per l’abbellimento di una parte della città, il centro appunto, quando chi con il sussidio di disoccupazione o con uno, chiamiamolo “stipendio”, devono piroettare per arrivare a fine mese e stanno su una direttrice importante che proprio a fianco a casa loro è semplicemente devastata, certamente non a norma dal punto di vista viabilistico e con l’aggravante del passaggio di camion che non dovrebbero passare (è stata fatta dal comune di Montanaso una “bretellina” per risolvere il problema…), che giorno dopo giorno sentendo chi ci abita compromettono la staticità delle stesse abitazioni.
    Purtroppo (o per fortuna) è il tormentone da un po’ di tempo a questa parte e si parla dell’ormai famigerato Viale Milano: non è ammissibile che una giunta, indipendentemente dallo schieramento politico, decida per un abbellimento del centro a discapito della sicurezza dei cittadini che hanno pagato l’abbellimento stesso. E’ davvero inammissibile, forse ancora di più da quando è comparso un palo con due cartelli (strada dissestata – 20 Km/h), che ha tanto il sapore di un “sa, chi ha un’idea per farli star buoni?”. Mi piacerebbe tanto capire il perchè chi ha firmato le pratiche di abbellimento urbano, abbia la possibilità di sottrarre fondi e di impedire il rispetto di normative decisamente più rilevanti e che nessuno dica “no, ci sono questioni più urgenti”…
    Da parte mia, vedrò comunque di informarmi nel merito per vedere se esistono gli estremi per depositare una denuncia: qua si stà parlando di “bellezza” contro “sicurezza” e credo che la prima debba (non possa) aspettare.
    P.S. non abito vicino a V.le Milano e neanche in centro ma contribuisco anche io a fornire fondi che vengono letteralmente buttati via.

    Sergio Bergamaschi
    brgsrg@gmail.com