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Lettere al Direttore • Lavori ampliamento A1. «Cifre “gonfiate” per giustificare i lavori?»

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Mentre Tremonti prepara una manovra fiscale da 40 miliardi di euro, che andrà a colpire come al solito gli strati medio-bassi della popolazione, lo Stato si appresta a buttare nel pozzo miliardi di euro per le… cosiddette “grandi-opere”, prima tra tutte la TAV in Val di Susa. Opere che costano tantissimo e che hanno impatti molto importanti dal punto di vista ambientale ma che servono a poco: basti pensare che la ferrovia che attualmente passa in Val di Susa è utilizzata per il 30% della sua capacità e il motivo è semplice: non c’è domanda di trasporto, ne di merci ne di passeggeri, tra Torino e Lione. E allora a cosa serve una nuova ferrovia super-tecnologica? Serve a trasferire denaro pubblico alle solite grandi imprese nazionali che progettano l’opera e che effettuano i lavori di costruzione. Queste a loro volta subappalteranno una parte dei lavori alle imprese locali (tra cui quelle della mafia, ben radicata anche in quei territori) lasciando al territorio solo le briciole. In pratica si costruiscono opere smisurate e dalla dubbia utilità con il solo scopo di far lavorare le imprese, sperperando il denaro di noi contribuenti per progetti che non si ripagheranno mai ma che in compenso avranno costi di esercizio e di manutenzione altissimi. Le ferrovie vanno fatte dove servono, ad esempio nelle aree metropolitane, e non dove non vengono utilizzate solo perché dobbiamo completare un fantomatico corridoio europeo. E allora caro Tremonti anziché tartassarci con la tua manovra fiscale da 40 miliardi di euro perché non elimini gli infiniti sprechi di questo paese (a partire dai costi immorali della casta politica), e fermi questa probabile cattedrale nel deserto che sarà la TAV in Val di Susa? E non venirci a dire che ci sono i contribuiti della Comunità Europea (che in ogni caso sono sempre i nostri soldi) perché i contributi sono una piccola parte (circa 670 milioni di euro) rispetto alla somma complessiva (12 miliardi di euro…ma poi si sa che in Italia i costi finali sono anche 2 o 3 volte superiori alle previsioni).

Anche il Lodigiano, una delle province più infrastrutturate d’Italia, è interessato da nuovi progetti viabilistici più o meno faraonici. Dopo la TEEM, che come la TAV in Val di Susa è stata benedetta più o meno da tutti gli attori istituzionali, proprio in questi giorni è giunta la notizia che si vuole allargare l’A1 facendo altre 2 corsie perché nei prossimi 3 anni il traffico aumenterà del 12% rispetto al volume attuale, per poi passare a più 24% nel 2025 e +31% nel 2035. Mi chiedo da dove arrivano queste cifre, non saranno mica “gonfiate” ad arte per giustificare i lavori? Il dubbio mi sorge perché capita anche a me ogni tanto di prendere l’autostrada e a parte i periodi delle vacanze e dei ponti festivi non è mai congestionata. Le code semmai iniziano a San Giuliano Milanese, cioè in prossimità dei “colli di bottiglia” costituiti dai nodi urbani e dalla convergenza del traffico proveniente dalle tangenziali, nel resto del tracciato la capacità dell’autostrada mi sembra più che sufficiente ai volumi di traffico in transito. E per futuro mi sembra improbabile che il traffico aumenterà a causa di diversi fattori: 1) la domanda di beni è destinata a spostarsi verso prodotti sempre più immateriali, o che non hanno bisogno di essere trasportati; 2) il prezzo dei carburanti è destinato a salire, e non di poco, causando una contrazione significativa del traffico privato; 3) infine mettiamoci pure il fatto che la popolazione italiana è sempre più vecchia e quindi sempre meno propensa a spostarsi. Per questi motivi il mio parere sull’ampliamento dell’A1 è negativo.

Mauro Torriani

Assessore all’ecologia del Comune di Lodi Vecchio