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Lettere al Direttore • «Vendola leader politico?»

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Egr, direttore le vicende politiche che si sono susseguite in questo ultimo mese fanno riflettere a 360 gradi sulle incidenze immediate e future sugli indirizzi strategici della politica, sia nazionale che territoriale. Partendo da Milano, la vittoria netta di Pisapia determinerà una vera giravolta politica pe rla capitale lombarda, ma scinderei le cose sezionandole in due direzioni: le promesse e i finanziamenti. In campagna elettorale si può promettere tanto, ma poi chi è amministratore pubblico sa che per fare progetti bisogna finanziarli adeguatamente; quindi si attendono aumenti di addizionale irpef per i milanesi per finanziare tutto quanto è stato promesso? Altro rivolo è la sinistra radicale che sarà una vera spina nel fianco del nuovo sindaco. Abbiamo già gustato i discorsi fuori luogo di Vendola, che pensa di venire a Milano ad insegnare a noi come si fa ad amministrare. Io penso che se avvenisse il contrario, cioè che Formigoni andasse in puglia a dire le sue ricette verrebbe duramente attaccato; in ogni caso è meglio che Vendola inizi ad amministrare bene a casa sua, in quanto la notizia di oggi conferma quanto detto. A dar fuoco alle polveri sono, a margine della cerimonia del Due Giugno, le dichiarazioni del ministro Raffaele Fitto. La Regione Puglia, nei giorni scorsi, aveva giustificato l’inasprimento fiscale come conseguenza delle errate stime del governo sugli incassi di Irap e Irpef nel triennio 2008-2010. Mancano 93 milioni (destinati alla sanità) e si uniscono al disavanzo Asl di 235 milioni: non c’è altra maniera che ricorrere alle tasse per recuperare ciò che è stato inserito in bilancio ma non c’è. «Le favole – dice Fitto – possono essere raccontate ma i dati sono quelli. I conti della Puglia sono altamente fuori controllo. C’è un piano di rientro sanitario con il quale ci si sta confrontando tra mille difficoltà. La responsabilità è esclusivamente della Regione. I pugliesi devono saperlo: per responsabilità della giunta pagheranno l’Irpef in misura maggiore rispetto alle altre Regioni». Quindi gli abbracci ai rom e ai clandestini li faccia pure ma a casa sua, finanziandone il mantenimento,  con l’aumento delle tasse ai suoi residenti, in quel caso siamo tutti d’accordo. A casa nostra le regole vengono dettate da altre situazioni contingenti pragmatiche. L’avanzo primario della Lombardia è di circa 18 mld di euro annualmente e sarebbe facile chiudere i rubinetti per non finanziare più sprechi assurdi e gabelle varie. Io penso che il federalismo fiscale vada inquadrato in maniera serrata e incidente, il fondo perequativo che re-distribuisce risorse a regioni meno abbienti deve avere un termine temporale preciso e chi non si adegua venga mandato a casa dai propri elettori, altro che andare in giro a pontificare in altre realtà urbane. Se questo è il leader politico del futuro penso sia utile “accelerare verso un cammino spedito ed adeguato alla indipendenza della Padania” per togliersi lacci e lacciuoli su riforme strutturali pesanti. Certo, anche il PD, che pensa di aver vinto dappertutto verrà schiacciato da questi “fenomeni della vita pubblica”? Rivedremo un nuovo Ulivo?  Penso che Berlusconi e tutti i componenti delle attuali alleanze politiche abbiano capito la lezione: bisogna essere decisi e determinati e non mediare più oltre il dovuto. I cittadini del nord (i residenti….) sono stanchi e sfibrati e vogliono tangibili effetti quotidiani e strutturali per la loro qualità della vita ed una applicazione cogente delle riforme: basta attese, Si riparta da Pontida  con la spinta politica che solo la Lega Nord può dare, l’unico movimento popolare vero radicato nel territorio.

Alfredo Ferrari

Militante Lega Nord Padania

Castiglione D’Adda, 03 giugno 2011