Lettere a Lodinotizie

Lettere – Abolizione vitalizi, una proposta ferma in Senato

Gentile direttore,

la legislatura sta volgendo al termine e tra le varie proposte che attendono di essere convertite definitivamente in legge dal secondo ramo del Parlamento ve ne è una che è particolarmente attesa non solo dal sottoscritto, che l’ha personalmente seguita nel corso della sua approvazione alla Camera dei Deputati, ma da tutti i cittadini: la proposta di legge sull’abolizione dei vitalizi che dopo l’approvazione in prima lettura è stata trasmessa al Senato ormai cento giorni fa.

Si tratta di una proposta di legge di cui si è molto discusso, il cui scopo è semplicemente quello di equiparare il trattamento pensionistico dei parlamentari a quello degli altri lavoratori, cancellando così, oltre alle ingiuste sperequazioni ancora esistenti tra queste categorie, anche gli scandalosi vitalizi di cui da troppo tempo periodicamente si occupa la stampa, per le quali la politica finge di scandalizzarsi ogni volta salvo poi rinviare la soluzione della questione. Oltre ad ottenere ingenti risparmi immediati, nell’ordine di circa 80 milioni di euro, si dimostrerebbe che la politica è disposta ad assoggettarsi alle stesse leggi che impone a tutti i cittadini, riportando fiducia nelle istituzioni in generale e nel Parlamento in particolare.

Il MoVimento Cinque Stelle per far sì che una proposta del genere venisse approvata ha scelto di appoggiare una proposta del Partito democratico, che reca la prima firma del suo portavoce Matteo Richetti e di numerosi esponenti di spicco del PD ma che giaceva da due anni ignorata alla Camera.

Abbiamo utilizzato gli spazi concessici come opposizione per ottenere la discussione di una legge non nostra e finalmente, anche grazie alla pressione della stampa e dell’opinione pubblica, siamo riusciti a farla approvare, individuando nel corso dell’approvazione le modifiche più idonee a renderla effettiva e votandola insieme al PD.

Adesso però la proposta è ferma al Senato, dove più volte sono state respinte le nostre richieste finalizzate ad accelerare l’approvazione per ragioni ovvie. La legge in questione toccherebbe in primis i vitalizi dei senatori che dovrebbero approvarla e in particolare quelli dei senatori che sono in Parlamento da più legislature: quelli, cioè, che non si sono fatti scrupoli ad approvare la riforma Fornero, perché sapevano che avrebbe toccato tutti i cittadini italiani tranne loro stessi.

Per questo colgo l’occasione per rivolgermi direttamente al lodigiano Lorenzo Guerini, deputato di spicco del PD nonché coordinatore della segreteria nazionale dello stesso partito democratico, chiedendogli un impegno serio affinché la proposta di abolizione dei vitalizi riprenda il suo iter.

Non posso fare a meno di ricordare, a questo proposito, come per la legge elettorale, che è la legge più essenziale della democrazia rappresentativa, lo stesso Senato, sostenuto dallo stesso Governo, abbia impiegato pochissimi giorni per l’approvazione.

La legge elettorale è quella attraverso la quale il Partito democratico spera di ottenere più seggi attraverso un indecente gioco di ammucchiate chiamate impropriamente “coalizioni” perché si presenteranno tutte con programmi di governo diversi e leader diversi e sono già pronte a sciogliersi all’indomani delle elezioni per dare il via libera ad una nuova versione del mai realmente abbandonato patto del Nazareno tra il Partito democratico e Berlusconi, ed è stata fatta passare in Senato a tempo di record senza consentire neanche una parvenza di discussione. Per la legge sui vitalizi che invece riguarda indecenti privilegi di una classe politica che allontanano i cittadini dalla politica rendendoli ostili al Parlamento, invece, il Partito democratico ha già presentato decine di emendamenti, tra i quali alcuni privi di incidenza sul testo complessivo della legge e unicamente strumentali a far tornare la legge alla Camera, altri addirittura suscettibili di aumentare l’incidenza della spesa per i singoli Parlamentari e i loro privilegi pensionistici, elevandoli a quelli del Parlamento europeo.

Contro l’eventualità che la legge contro i vitalizi venga affossata in questo modo grottesco, chiedo quindi direttamente a Lorenzo Guerini un contributo effettivo, dando un preciso segnale anzitutto attraverso il ritiro degli emendamenti presentati dal Gruppo PD al Senato e quindi con l’impegno alla cessazione di tutte le forme di ostruzionismo viste finora per procedere il più rapidamente possibile alla votazione finale del testo e mostrare tutti insieme, maggioranza e opposizione, che questo Parlamento è capace di almeno un sussulto di dignità prima della fine della legislatura.

Danilo Toninelli

M5S


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