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Lettere a Lodinotizie – Partecipazione e trasparenza. No grazie

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La Maggioranza del comune di Lodi, con il PD in testa, ha detto no alla mozione del Movimento 5 Stelle di Lodi.

Nel consiglio comunale di giovedì 3 aprile, si è consumato un altro atto di rifiuto alla modernizzazione ed alle riforme. Si è evidenziata con tutta la sua arroganza, la gestione proprietaria del bene comune, rifiutando interferenze ed intromissioni da parte dei cittadini, riconfermando la deriva conservatrice intrapresa da questa maggioranza (di sinistra?), e di tutto il Partito Democratico lodigiano.  La maggioranza con la Giunta, il Sindaco pur di affossare una proposta proveniente dal Movimento 5 Stelle hanno rinnegato il proprio programma elettorale, dove il concetto di partecipazione veniva numerose volte strombazzato. Purtroppo nonostante tutte le promesse da almeno 10 anni nulla di positivo è stato fatto.  Ci rendiamo conto che aprire le istituzioni alla partecipazione dei cittadini possa essere in qualche modo da intralcio alle decisioni di vertice e di apparato a cui sono abituati i partiti e le strutture burocratiche delle istituzioni. Ma vorremmo ricordare a lor signori che le istituzioni sono state create al servizio dei cittadini e non sono di proprietà di questa casta politica e di burocrati che ci sta malamente governando.

Se i consiglieri di maggioranza, invece di recitare l’elogio all’imperfezione, soffermandosi sulle virgole e sugli accenti,  si fossero presi l’onere di leggere la proposta che il Movimento  5 Stelle ha avanzato per la redazione di un Bilancio Partecipativo per Lodi, avrebbero inteso che essa vuole essere soprattutto un progetto culturale, che incentivi ad ogni livello sociale forme di cittadinanza attiva, che possano intraprendere percorsi di partecipazione e di coinvolgimento decisionale sia a livello amministrativo che di gestione efficace ed efficiente delle risorse comuni.

Molti comuni hanno adottato positivamente il bilancio partecipativo, tra cui Rho, Canegrate e per ultimo, il 31 marzo scorso, la giunta PD di Monza, ha votato all’unanimità una mozione presentata del Movimento 5 Stelle locale simile a quella di Lodi, con un giudizio positivo espresso con la seguente dichiarazione,  «….La giunta Scanagatti, già attiva sul tema, avvierà la procedura d’adozione del bilancio partecipativo a partire dal 2015. Siamo molto contenti di aver votato finalmente questa mozione: ora, grazie al bilancio partecipativo i cittadini potranno essere direttamente coinvolti nella gestione di alcuni suoi importi. Si tratta di un ulteriore passo in avanti nel percorso intrapreso dall’amministrazione allo scopo di favorire e stimolare la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, percorso che procede di pari passo a quello che ha portato all’istituzione delle Consulte di quartiere….» a nome della maggioranza il capogruppo PD, Marco Sala.  Facciamo notare che Monza non è su Marte e che i suoi amministratori non hanno le orecchie a punta, il naso a trombetta e le antenne, ma sono dello stesso partito che governa la nostra città, cioè il PD.

La spiegazione potrebbe essere che i signori consiglieri di maggioranza non avendo rinunciato ai pregiudizi di parte, dopo un’analisi superficiale,  non hanno capito che il progetto di bilancio partecipativo,  ha come obiettivo avvicinare i cittadini all’apparato burocratico e amministrativo facendo sperimentare nuove pratiche di democrazia, facendo maturare una nuova coscienza civica tra i cittadini di Lodi con il fine di generare autonomamente e dal basso partecipazione alla vita comunitaria.

Il progetto di Bilancio Partecipativo per Lodi vuole promuovere un virtuoso incontro tra amministrazione e componenti della società civile, laddove la volontà politica di un apparato amministrativo possa essere affiancato e trovare nuove sinergie con le competenze tecniche, l’esperienza e la passione di esperti esterni provenienti dal mondo accademico e associativo.

La proposta del Movimento 5 Stelle per un Bilancio Partecipativo per Lodi  intende rafforzare e favorire la nascita di relazioni umane e sociali improntate alla condivisione e alla solidarietà tra tutti coloro che vivono il territorio comunale, lo costruiscono e lo trasformano;  riequilibrare i rapporti tra cittadini e favorire l’inclusione di quelli più deboli e di coloroche non possiedono diritti di rappresentanza politica;  valorizzare e dare forza ai saperi, alle competenze e all’impegno diffusi nella società;  favorire la formazione e la qualificazione della Pubblica Amministrazione e dei suoi operatori, rinnovandone la cultura, le modalità di relazione e la recettività nei confronti dei cittadini;  migliorare la qualità delle scelte dell’Amministrazione comunale, in attuazione dell’art. 97 comma 1 della Costituzione, e contribuire a rinnovare la democrazia e le sue istituzioni;  promuovere nuove forme di comunicazione pubblica per una piena affermazione del diritto alla trasparenza e della cittadinanza attiva; garantire l’esercizio della sovranità e un’effettiva partecipazione di tutti i cittadini, in attuazione dei principi sanciti dagli artt. 1 comma 2, e 3 comma 2 della Costituzione.

Vengono rifiutati da questa maggioranza, anche le richieste di maggior trasparenza e leggibilità del bilancio e di tutti gli atti che vengono intrapresi da questa Amministrazione, dimenticando che sono state emesse delle norme di legge per promuovere una migliore fruibilità dei dati e degli atti. Questo perchè anche per il legislatore vi è un chiaro nesso tra la trasparenza e il buon andamento dell’amministrazione, il  nuovo concetto di “trasparenza totale” è collegato direttamente ad un effetto deterrente su possibili forme di cattiva gestione.

Noi chiediamo che le informazioni in questione non solo devono essere pubbliche, ma devono esserlo anche in una forma facilmente accessibile per tutti i cittadini e in formati riutilizzabili. Tra le informazioni da rendere totalmente cristalline vi sono ad esempio i compensi, gli incarichi, le consulenze, i contributi, i premi assegnati al personale, i dati relativi agli enti pubblici vigilati e alle partecipazioni in società di diritto privato e molti altri. Dovrebbero essere di pubblico dominio il bilancio di previsione e quello consuntivo di ciascun anno, disponibili in forma sintetica, aggregata e semplificata, anche con il ricorso a rappresentazioni grafiche, per assicurarne la piena accessibilità e comprensibilità, accompagnati anche da un “Piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio” (già previsto nel decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 91), cioè dare una chiara spiegazione ai cittadini su questi “numeri” e indicare quali sono gli obiettivi che l’amministrazione si è prefissata.

 A questo proposito facciamo notare che attualmente sul sito del Comune di Lodi alla voce “Trasparenza” i dati risultano spesso vuoti o, se presenti, lo sono in maniera parziale o in modo poco fruibile,  se non addirittura inaccessibili.

In una difficile fase storica, come quella che stiamo attualmente vivendo, la trasparenza si rivela essere uno dei più efficaci antidoti alle spinte dell’antipolitica, coinvolgendo in tale spirale negativa anche le strutture istituzionali, che al contrario devono essere difese tutelate e per quanto possibile migliorate attraverso processi aperti e democratici.

Movimento 5 Stelle Lodi

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