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Lettera aperta del sindaco di Lodi sulla situazione Santa Chiara

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Cari cittadini,  

sono trascorsi due mesi dal giorno in cui abbiamo appreso la notizia del primo caso positivo al Covid-19 nel Lodigiano. Da allora le nostre vite hanno subito profonde trasformazioni, molti hanno affrontato l’angoscia per la malattia di un proprio caro o il dolore di una perdita.

Le condizioni dei nostri anziani, fragili e più esposti al contagio, sono motivo di preoccupazione per tutti noi e soprattutto per le tante famiglie che li hanno affidati alle cure delle case di riposo.

Anche la Fondazione Santa Chiara Onlus, la più grande casa di riposo di Lodi, sta attraversando un momento difficile, benché non sia certo l’unica nel Lodigiano e in Lombardia a registrare dati sulla mortalità in netto incremento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Santa Chiara non ha più personalità giuridica di diritto pubblico dal 2014, quando è stata trasformata da ASP (Azienda di Servizi alla Persona) in Fondazione. Si è trattato di un passaggio che ai tempi in città aveva sollevato un ampio dibattito e sul quale in Consiglio comunale avevo espresso voto contrario, insieme al mio gruppo. Nonostante il cambiamento di forma giuridica non mi trovasse favorevole, non ho mai fatto mancare la mia attenzione alla storica realtà cittadina, e il mio impegno continua a maggior ragione in questo delicato periodo.  Ho sempre ritenuto, infatti, che la tutela dei nostri anziani sia una priorità per chiunque decida di occuparsi della cosa pubblica e che Santa Chiara debba essere tenuta al riparo dalle speculazioni politiche e dalle polemiche strumentali. La mia Giunta ha agito da subito seguendo questa linea e ha sorpreso forse qualcuno quando il cambio di guida del Broletto non è stato accompagnato da uno stravolgimento dei vertici della casa di riposo. Nello spirito di autonomia della Fondazione, il nuovo presidente Corrado Sancilio ha deciso di confermare, almeno in una prima fase, il direttore generale e il direttore sanitario: professionisti che gestiscono Santa Chiara da molti anni e che la conoscono a fondo. Con questo voglio dire che sicuramente non hanno agito in base all’improvvisazione e che hanno ben ponderato le scelte.

Sappiamo di diverse inchieste aperte in tutta Italia che stanno interessando anche la nostra RSA. La stessa Regione Lombardia ha istituito una Commissione di inchiesta per valutare le responsabilità. Certamente non spetta al Sindaco entrare nel merito delle decisioni adottate per gestire l’emergenza, sono altre le autorità preposte alla vigilanza sanitaria e al controllo, con le quali la dirigenza di Santa Chiara ha interloquito sin dal 21 febbraio.

Da parte mia, nelle scorse settimane, ho chiesto al Presidente Sancilio di fornirmi una relazione che illustrasse tutti gli interventi messi in campo. In totale trasparenza ho poi inoltrato il documento, a firma dei direttori generale e sanitario e dei responsabili dei diversi settori aziendali, ai consiglieri comunali.

Secondo quanto comunicato dal direttore sanitario, in data 15 aprile, i decessi, nei mesi di marzo e aprile, sono stati complessivamente 62, comprensivi di casi non riconducibili al Covid-19.

Non sappiamo ancora con certezza il numero degli ospiti positivi. Per il momento su 57 tamponi effettuati 36 sono risultati positivi, il che evidenzia un’incidenza importante della malattia e l’urgenza di procedere all’esecuzione dei test su tutti gli ospiti e su tutto il personale sanitario.

Per rispondere a questa esigenza, mi sono personalmente attivata, a partire dal 25 febbraio, scrivendo a tutti gli organi competenti per informare della capacità del Parco Tecnologico Padano di effettuare le analisi dei tamponi per la diagnosi del Covid. A seguito della conclusione positiva del complesso iter autorizzativo, Regione Lombardia ha accreditato il laboratorio del PTP. L’aumentata capacità diagnostica del territorio ha contribuito all’incremento del numero di tamponi eseguiti su ospiti e personale delle RSA.

L’azione della mia Amministrazione per cercare di dare un supporto alle strutture sanitarie per anziani e disabili del territorio non si è fermata qui.

Voglio solo portare due esempi concreti.

Da un lato il progetto che ho fortemente voluto e che già da alcuni giorni consente di gestire in modo più efficiente e capillare tutte le fasi del test, dal prelievo del campione alle analisi nelle case di riposo e per disabili di tutto il territorio di competenza dell’ASST di Lodi, dall’altro il supporto nella fornitura di mascherine, tra cui anche quelle provenienti da una donazione della municipalità cinese di Jinan, con la quale nei mesi scorsi ho intrattenuto rapporti istituzionali in vista di possibili collaborazioni.

La battaglia contro il virus è ancora lontana dalla conclusione, ma credo che siano stati compiuti passi importanti nella gestione di questa emergenza senza precedenti.

Desidero rivolgere un pensiero di vicinanza, a nome mio e dell’Amministrazione comunale, alle famiglie che vivono il dolore di un lutto, senza avere il conforto di dare un ultimo saluto e a quelle che soffrono la lontananza dei propri cari a cui non possono fare visita per evitare il rischio del contagio.

Un ringraziamento infine a tutto il personale che quotidianamente si adopera con senso di responsabilità e sacrificio per garantire l’assistenza, le cure e le attenzioni necessarie agli ospiti delle nostre strutture sanitarie.

Sara Casanova Sindaco di Lodi