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Le imprese agricole cercano il “rimbalzo anti crisi”

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Le imprese provano il “rimbalzo anti crisi”. Secondo un’analisi di CreditAgriItalia Lombardia, passato il terribile 2009 quando il problema principale era raccogliere liquidità per affrontare le scadenze a medio e breve termine, nel 2010 le aziende agricole stanno tornando a investire su terreni, strutture, fotovoltaico e diversificazione delle attività, come ad esempio quella agrituristica o le vendite dirette dei prodotti. Degli oltre 94 milioni di euro di finanziamenti richiesti l’anno scorso al sistema bancario e garantiti per quasi 40 milioni di euro da CreditAgriItalia: circa il 40 per cento è stato destinato a investimenti, un 40 per cento alle energie rinnovabili mentre è rimasta una quota del 20 per cento per la ristrutturazione dei debiti e gli anticipi di conduzione (richieste di liquidità per la gestione). I territorio che hanno fatto registrare il maggior numero di pratiche sono Bergamo-Varese, Brescia, Cremona e Mantova. Al 31 dicembre dell’anno scorso erano mille le operazioni totali seguite da CrediAgriItalia a livello lombardo, con oltre 158 milioni di euro di finanziamenti e garanzie per circa un terzo.

“Il “sentiment” che percepiamo è quello di una nuova sfida per il futuro dopo i duri mesi del 2009 – spiega Franco Gatti, Presidente lombardo di CrediAgriItalia – di fronte ai timidi segnali di movimento dell’economia, le aziende stanno decidendo investimenti per sfruttare il rimbalzo di questo accenno di fine crisi. Oltre alla tradizionale attività, si cercano nuovi spunti di reddito come il fotovoltaico o gli agriturismi”.

E proprio sul fronte degli agriturismi l’associazione Terranostra Coldiretti ha incrociato i dati sulle possibili nuove aperture del 2011, registrando una crescita potenziale di oltre il 10% rispetto alle 1.250 strutture presenti in Lombardia.

“Tutto questo – afferma Nino Andena, Presidente di Coldiretti Lombardia – dimostra l’importanza di un sistema di finanziamento e di garanzia del credito legato alle associazioni e in diretto contatto con il territorio che funzioni a pieno regime per non farsi sfuggire la possibilità di un rilancio dell’economia”.