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L’arte di Bianchini a Miami con Botero e Fontana. Le sue opere in mostra a Lodi fino al 17 dicembre

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Da vedere.
Continua fino al 17 dicembre nello “spazio arte” presso la hall dell’ospedale di Lodi la mostra “Tryasema”, a ingresso libero, dell’eclettico artista lodigiano Pietro Bianchini, che proprio in questi giorni espone in contemporanea, per il secondo anno consecutivo, anche alla prestigiosa fiera dell’arte d’oltreoceano “Miami Art Fair” a cura della galleria Martinelli (con sedi a Lodi e a Lugano), al fianco di artisti del calibro di Botero e Fontana.

Classe 1958, Bianchini, apprezzato artista già distintosi in ambiti illustri, autore tra l’altro del “Pepu”, imponente scultura mascotte della Fiera di Codogno, assembla tutto quanto è destinato allo scarto, coi recuperi d’officina, di sartoria, del cassettone della mamma, di qualche libreria, ecc. La sua è una “riciclArte”. Spogliati di quel che erano, corpi e forme nelle sue mani tornano a un nuovo diverso status, passano da “prodotto” strumentale-funzionale-asservito a “manufatto” espressivo-fantastico-giocoso. Una tecnica già utilizzata, conosciuta come “Ready-made”, da illustri artisti del passato come Marcel Duchamp, Max Ernst e Alexander Calder.

«Sono assolutamente felice di poter contribuire alla proposta di oggetti – dichiara Bianchini – che possono far sorridere o riflettere, cercando di trasformare in opere gradevoli ciò che il mondo destina allo scarto»

L’abilità di Bianchini infatti sta proprio nel tramutare arnesi, aggeggi, robe, oggetti in figurazioni visibili ed è emblematica di un metodo di composizione che parte dal “riciclo” e fa intravedere il futuro. Le figurazioni, a valenza totemica o allegorica sono colorate, arabescate, “barocche” e mostrano un personale diletto all’inventiva.