Home Sport L’Amatori Lodi è CAMPIONE D’ITALIA per la seconda volta.

L’Amatori Lodi è CAMPIONE D’ITALIA per la seconda volta.

362
0

Campioni d’Italia. Un sogno che Lodi ha cullato per 36 lunghissimi anni, vinto nella maniera più sofferta possibile, grazie ad un gol di Illuzzi all’ultimo rigore ad oltranza.

Gara 5 è stata un inno alla sofferenza, in un ambiente bollente, con una tensione fuori da ogni immaginazione. Resende ha compiuto in capolavoro, portando un gruppo di ragazzi a conquistare un titolo che la città del Barbarossa attende 1981.
Il successo dell’Amatori è stato ottenuto con il cuore e con le palle: non si può uscire indenni dalla pista di Forte se non si hanno queste qualità. Dalle parate di Català alla leadership di Illuzzi, dal ritrovato Ambrosio all’idolo Platero, dalla frizzante armonia di Cocco, alla maturità acquisita di Verona, passando per lo spirito di sacrificio di Maremmani. Citterio ha messo insieme un puzzle che è entrato nella storia di questo sport.

La cronaca
Bresciani parte con Orlandi e Torner, Romero e Pagnini. Resende risponde lasciando in panchina Ambrosio tra i big five.

Il Lodi sembra partire con maggiore aggressività e si fa pericoloso in un paio di occasioni dalle parti di Gnata, ma a passare sono i rossoblu. Al 6’30″‘Verona fronteggia Orlandi, scivola e perde il possesso. Ribaltamento repentino con violento è perfetto diagonale da sinistra di Tormer, che si spegne all’incrocio dei pali.
L’Amatori sbaglia cose semplici, come un paio di appoggi verticali, frutto dell’apprensione di risolvere le situazioni con troppa fretta. Così al 12’ Resende chiama time out e al rientro in pista Orlandi in contropiede fallisce una rete comoda da due passi. L’errore provoca un ripartenza sulla quale Galoppi fischia punizione: un metro fuori dall’area è Alessandro Verona a firmare il pareggio, con un missile dritto per dritto che sorprende Gnata. Il punteggio di 1-1 non si sbloccherà fino alla fine.
La rete galvanizza i giallorossi, dandogli la tranquillità necessaria per fare le cose semplici.
Bresciani invece inizia a ruotare con parsimonia i suoi, inserendo DeOro con Pagnini,
Romero e Torner. L’assetto troppo offensivo favorisce il Lodi: prima Ambrosio fallisce una ghiotta occasione gol uscendo da dietro porta, sparando alto, poi Platero vola via con un uno contro uno, ma tira alto.
Lo sbilanciamento porta anche ad un blu a Deoro, ma Cocco fallisce il tiro diretto ed il power play ha non provoca alcun pericolo per Gnata. Nel finale di tempo con Orlandi e Motaran la squadra è più solida ed il primo tempo che finisce 1-1, un risultato più che giusto.
Secondo tempo
Il caldo del Palaforte è opprimente, le squadre sembrano non trovare energie se non dal fondo del proprio animo.
Ad inizio periodo De oro sfiora il vantaggio da due passi, Ambrosio raccoglie due palline vaganti, con grande lucidità imposta anche una transizione, cogliendo un palo clamoroso con Gnata immobile.
Al 6′ ancora Ambrosio ha sulla stecca l’1-2, ma il portiere toscano compie un miracolo.
IMG_1577Cinque minuti più tardi Pagnini colpisce la sfera in anticipo su Illuzzi, ma la sua posizione è quasi completamente sdraiata sul parquet: il rigore è netto, ma Illuzzi si fa ipnotizzare da un monumentale Gnata.
Il caldo asfissiante rende la gara simile ad una corrida, con il Lodi che a 10 ‘ dalla fine sembra aver un calo d’intensità, con il Forte più propositivo. Ma è una partita a scacchi, con con soventi pause per asciugare il parquet e soste per rifiatare, anche se di aria da respirare ce n’è ben poca.
De oro prova a fare il folletto, Català salva su Romero in girata, mentre Illuzzi è alle prese con un problema ad una gamba, tanto da vederlo zoppicare.
Nessuno vuol mollare, non è nel DNA di nessuno dei giocatori in pista, anche i falli di squadra a 180 secondi dalla fine sono in parità a quota otto.
Nell’ultimo minuto Bresciani inserisce Orlandi, Motaran e Torner, nel tentativo di rischiare il meno possibile e così si va al supplementare.
L’overtime è un’agonia fino si rigori. Platero e Verona illudono l’Amatori, ma il Forte impatta con Cinquini e Motaran. Poi si va ad oltranza, dove è il capitano Domenico Illuzzi a portare l’Amatori in paradiso dopo 36 interminabili anni.