Home Attualità La lettera del Tea Party ai sindaci d’Italia sulla riscossione Equitalia

La lettera del Tea Party ai sindaci d’Italia sulla riscossione Equitalia

55
0

Ill.mo Signor Sindaco,

negli ultimi tempi, Equitalia è stata al centro di molti dibattiti, in quanto ritenuta causa di gravi problemi economici e di inquietudini a danno dei cittadini (privati o imprenditori).

Va senz’altro detto che i metodi adottati, i costi esorbitanti e gli interessi al limite dell’usura applicati nella riscossione da Equitalia contribuiscono oltremodo ad aggravare la posizione dell’onerato che, sempre più spesso, non adempie per sua grave incolpevole insolvenza, non già per mancanza di volontà.

Inoltre, i numerosi episodi di iscrizione di ipoteca su case per valori inferiori alla soglia legale minima ( la legge 70/2011 prevede come soglia minima euro 8.000), gli episodi emersi di conflitto di interesse di funzionari Equitalia operanti anche in agenzie immobiliari relativamente all’acquisto di case messe all’asta, episodi di cartelle pazze (per le quali sono state fatte pubbliche scuse), hanno acceso un dibattito da parte delle associazioni di  categoria, dei sindacati, e non da ultimo dal mondo della politica che chiede da tempo modifiche dei regolamenti di riscossione delle imposte.

Se infatti il pagamento dei tributi fa indubbiamente parte degli obblighi di legge, raddoppiarne l’importo dovuto come spesso accade a seguito dell’intervento di Equitalia,  per chi non è riuscito suo malgrado a versarlo, può significare tracollo finanziario e grave indigenza delle famiglie con un corrispondente e meramente virtuale vantaggio per le casse dello Stato.

D’altro canto, rilevasi che la riscossione dei tributi, nonché dei crediti da parte di Equitalia comporta per il comune l’obbligo di pagamento di un importo a titolo di provvigione per tale servizio. In sostanza, il tributo introitato dal comune viene decurtato dell’importo pari alla provvigione dell’ente riscossore, mentre l’onerato paga un importo notevolmente superiore perché maggiorato di spese, interessi straordinari e sanzioni.

Ebbene, la legge dello Stato  388/2000 art. 36 e legge N. 106/2011 prevede che tutti i Comuni possano evitare le conseguenze sopra descritte mediante la riscossione diretta dei rispettivi crediti senza dover delegare Equitalia. A tal scopo, il Tea Party Italia, da sempre impegnato nella lotta contro l’eccesso di tasse e di burocrazia,

C H I E D E

che il Comune da Lei amministrato provveda alla riscossione diretta dei propri crediti, siccome previsto dalla legge N.106/2011, nell’auspicata prospettiva futura di una distensione dei rapporti tra istituzioni da una parte e cittadini e imprese dall’altra, in un momento di grave crisi economica e di liquidità. Consentendo così una maggiore entrata per le casse del comune da lei amministrato determinato dal risparmio delle provvigioni a favore di Equitalia.

Per il Comune riscuotere direttamente non significa rinunciare al credito e premiare chi non paga, ma più semplicemente evitare quegli eccessi che troppo spesso hanno determinato grossissime difficoltà agli imprenditori. Dimostri in questo modo di essere vicino ai cittadini alle loro imprese, in un momento di grande difficoltà. Con le risorse risparmiate il Suo Comune potrà anche più agevolmente agire sul ribasso delle aliquote IMU.

Il Tea Party organizzerà eventi pubblici e raccolte di firme per sostenere la presente istanza. Il Tea Party Italia sarà grato di ricevere riscontro in merito agli intendimenti del Comune onde poterne dare pubblicamente il giusto risalto.

Con osservanza,

Tea Party Italia