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Isola Carolina – La lettera dell’architetto Bay ai lodigiani

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Cari lodigiani,

in merito al progetto di riqualificazione dell’Isola Carolina, e in seguito agli incontri avvenuti nel giugno scorso, ci tengo ad approfondire alcuni temi.

Premesso che il polmone verde nel cuore della città ha grandissime potenzialità, ritengo però che, allo stato attuale, non si possa considerare né parco né bosco. Non è un parco perché non sussistono gli elementi paesaggistici e funzionali degni di questa definizione. Basti ricordare i sentieri sono fuori scala e in materiale non idoneo, le panchine sparse e non organizzate, le aree giochi in disuso e degradate, l’ombra diffusa e i prati insicuri, gli accessi limitati. Non è neanche un bosco, dal momento che non sono presenti caratteristiche naturali tipiche, con sottobosco in alternanza a vegetazione diversificata.

Il progetto redatto dal mio studio intende dare dignità e valore all’area perchè possa ambire a trasformarsi nel biglietto da visita verde della comunità.

In prima analisi si è valutato il patrimonio arboreo esistente: gli alberi sono stati piantati negli anni cinquanta, senza uno studio lungimirante, adeguato al loro impianto e senza il rispetto delle esigenze delle singole specie arboree. Negli ultimi venti anni sono andate perse ben cento piante proprio per queste ragioni, ma anche per l’incuria. Secondo uno studio odierno, altri cinquanta alberi sono destinati ed essere eliminati nell’immediato futuro, perché ormai sofferenti.

Il progetto prevede la valorizzazione degli aspetti paesaggistici e di continuità futura con la messa a dimora di oltre quattrocento alberi di seconda grandezza (cioè alti dai 3 ai 10 metri). Questo rinnovo della vegetazione andrà a beneficio dell’assorbimento della CO2, della bellezza delle stagioni grazie a colori e profumi delle fioriture prolungate e ai cromatismi autunnali, elementi naturali oggi del tutto assenti nell’area.

Una delle ambizioni proprie del progetto è riuscire a trasmettere emozioni e vibrazioni legate alla nuove piantumazioni: magnolie e meli da fiore, alberi di Giuda, biancospini potranno conferire quello spettacolo che solo la Natura può regalare.

In ogni caso, in merito alla questione degli abbattimenti, quando sarà il momento, potremo certamente rivalutare il numero degli alberi da sostituire, in modo da salvaguardarne il più possibile, compatibilmente con lo stato di salute e con la densità dell’impianto e nella piena comprensione dell’affetto di tutti per questo luogo.

L’accesso al parco attraverso la scalinata di piazza Castello offrirà nuovi punti prospettici suggestivi, collegandosi a una passeggiata della larghezza massima di 2,5 metri che, come un cannocchiale, si estenderà fino al limitare esterno dell’area verde.

Certamente nello sviluppo del progetto verrà assicurata l’attenzione dovuta all’attività ludica. Le aree giochi verranno appositamente attrezzate con altalene, scivoli, arrampicate e altre strutture capaci di stimolare la mobilità dei bambini.

Ritengo che questa possa essere l’occasione giusta per avere un’area verde riqualificata nel cuore di Lodi. Spazi ben organizzati, prati ben tosati, più zone per stare al sole e all’ombra: aspetti fondamentali e ampiamente sperimentati per la fruizione di un parco a pieno titolo.

Arch. Marco Bay