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Incontro sul tema delle ludopatie rivolto agli ospiti dei servizi Caritas

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Mercoledì 10 luglio presso la sede Caritas di Lodi si è tenuto un incontro rivolto agli ospiti del centro diurno “Incroci”, durante il quale gli operatori del SerT hanno affrontato il tema della dipendenza da gioco con la partecipazione degli ospiti italiani e stranieri che, trovandosi in situazione di fragilità, frequentano gli spazi di Via San Giacomo.

A seguito delle testimonianze e delle informazioni raccolte, Caritas Lodigiana ha ritenuto di chiedere supporto al SerT dell’ASST di Lodi per affrontare un percorso di informazione, confronto e prevenzione della ludopatia.

La Dott.ssa Concettina Varango- Direttore del Servizio Dipendenze della Azienda Socio Sanitaria Territoriale di Lodi – ha introdotto l’incontro presentando il servizio che dirige e i colleghi Dott.ssa Francesca Musarella e Marco Siboni. Questi ultimi hanno affrontato i meccanismi che portano molte situazioni di iniziale ricerca del piacere alla successiva perdita del controllo e conseguente sviluppo di una vera e propria dipendenza. Durante l’incontro, la proiezione di filmati e slide è stata alternata a interventi, domande e testimonianze dirette dei circa venti presenti.

“Il Gioco d’Azzardo Patologico si diffonde in modo inquietante, principalmente tra le popolazioni socialmente più fragili – commenta Varango – Il disturbo patologico della dipendenza da gioco d’azzardo è un disturbo del comportamento rientrante nella categoria diagnostica dei disturbi del controllo degli impulsi.

Elementi distintivi di tale patologia sono la frequenza, la durata, le somme spese, l’intensità con cui questi comportamenti vengono messi in atto, la motivazione al gioco e le conseguenze negative che si ripercuotono sul soggetto in ambito organico, psicologico, finanziario e familiare.

Oltre al piacere del gioco, la ragione che spinge le persone emarginate a recarsi presso i posti dove si trovano slot machine, scommesse sportive e altri giochi, è l’illusione di poter guadagnare “soldi facili” e migliorare così le condizioni economiche personali o della propria famiglia.”

E’ provata infatti la correlazione tra il netto aumento delle sale da gioco e dei frequentatori e l’aggravarsi della crisi socio-economica. E anche Caritas

 

 

Lodigiana, attraverso i servizi di contrasto alla grave emarginazione degli adulti, ha da tempo osservato come, anche tra le maglie della povertà e dell’emarginazione sociale si insinui il rischio della dipendenza da gioco: “Stiamo parlando principalmente delle persone senza dimora, ma anche di chi una casa ce l’ha e vive la propria quotidianità ai margini, sulla strada. Persone che attraversano situazioni multiproblematiche e trovano anche nelle sale scommesse un luogo dove ripararsi dal clima e passare qualche ora. Persone che hanno una rete relazionale frammentata o totalmente assente; persone che nella quotidianità trovano al di fuori dei servizi solo “non-luoghi” dove anche le relazioni con gli altri spesso sono soltanto funzionali alla sopravvivenza”.

Molto importante è stata la mediazione linguistico/culturale di Thagodomou Maliki, ospite dei servizi Caritas che ha messo a disposizione degli operatori le proprie competenze comunicative.

Questo primo momento ha rappresentato il proseguimento di una collaborazione che già in passato ha visto l’interazione tra Territorio, Ser.T e Caritas nell’ottica di favorire una sempre più proficua collaborazione ed un confronto continuo con gli altri servizi territoriali che si occupano di situazioni di disagio e svantaggio.