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Imprese chiuse nel Lodigiano, pressione fiscale insopportabile: la Flat Tax per una vera ripresa

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Lodi – 20 febbraio. «Nonostante le mille promesse e la decantata ripresa di Renzi e del governo, la crisi non molla la presa e i segni positivi sono quasi impercettibili. Una situazione che anche nel Lodigiano non migliora, come evidenzia il recente studio di InfoCamere». Così interviene Daniela Santanchè sulla situazione “impresa” nella provincia di Lodi. «Sono mille circa le imprese chiuse nel 2017, soprattutto nei settori del commercio, dell’edilizia, dell’agricoltura e della ristorazione. Anche l’artigianato locale ha subito in un decennio perdite consistenti con la scomparsa di numerose attività».

«Si tratta di una fragilità legata a una ripresa per niente significativa. Tantissime sono le imprese “fragili” per problemi che non sono ancora risolti, per prima la pressione fiscale insopportabile, – sottolinea la Santanché – come evidenziano le associazioni di categoria del territorio. Spesso, nel migliore dei casi, gli imprenditori hanno dovuto usare le risorse per pagare il fisco e i dipendenti, senza poter quindi svilupparsi e guardare agli investimenti. Inoltre c’è la burocrazia, che spesso blocca i progetti e le idee per mesi, se non per anni».

«Per questo come Fratelli d’Italia e come coalizione di centrodestra sosteniamo l’introduzione della Flat Tax, con un aliquota unica che arriverà ad essere pari al 15%, una misura alla quale metteremo mano già dal primo consiglio dei ministri, che consentirà di ridare slancio alle aziende e al popolo delle partite Iva, ma anche all’economia del Paese in generale».

«Non è giusto, e lo dico anche come imprenditore, – conclude l’esponente di FdI – che abbiamo un socio al 60% il quale in cambio però non da niente. La Flat Tax servirà inoltre ad abbattere e combattere l’evasione fiscale. Pagare di meno per pagare tutti. Un’altra misura che proponiamo in questo ambito è anche la possibilità da parte del privato di detrarre le fatture, per esempio come l’idraulico che viene a casa per una riparazione. Oggi quella fattura è un costo e non c’è nessun interesse a farsela fare».