Cronaca

Il passato non conta: l’Amatori all’assalto del Forte in gara 4 di finale scudetto

Si può solo con il cuore. Siamo a gara 4 di finale scudetto, quella in cui è “vietato sbagliare” e dove le energie le puoi trovare solo in fondo a te stesso. Non c’è domani, ma solo 50 fottutissimi minuti nei quali dover dare il massimo. Fino all’ultima goccia di sudore, lasciando in pista tutto ciò che si ha.
Quella che andrà in onda sabato sera sarà una finale senza appello, dove i giallorossi sono con le spalle al muro, mentre i toscani hanno sul piatto il primo match point per quarto scudetto  consecutivo, il primo “post Gil”.

Il passato non scende in pista
IMG_1471In casa giallorossa vige la tranquillità. Niente rivincite, niente folli scuse, nessun accenno ad Eccelsi, dove ci si riempirebbe la bocca semplicemente di banali idiozie. Perché se sei più forte, se hai più talento, al meglio delle 5 gare un campionato italiano lo devi portare a casa. Gli episodi spalmati in un così lungo arco temporale lasciano il tempo che trovano, ed è risaputo: nell’hockey in cinque partite gli episodi decisivi sono centinaia.

Così lo scudetto 2016 firmato Pedrito Gil è ormai racchiuso negli annali. Gli ultimi 36 anni di storia sono lì, impolverati tra i ricordi dei tifosi più attenti e andrebbero scoperchiati con triste parsimonia. Ma non è argomento da sciorinare prima di una gara quattro di finale tricolore.
Un breve aggancio con il passato però va fatto, questo si. Ma riguarda tempi recenti, e si rivolge alla terza sfida di semifinale con il Viareggio: quella gara mise Resende con le spalle al muro e da lì nacque una reazione meravigliosa. Un roboante successo in gara 4, poi una convincente vittoria che portò  l’Amatori in finale. Infine gara uno di finale, al Palacastellotti. Ecco, in questi 150 minuti rimane racchiuso il meglio di questo Lodi, la dimostrazione che con il carattere e, soprattutto con il cuore, si può ottenere qualsiasi risultato.
Certo, restano da affrontare ostacoli davvero ostici. La fatica di aver giocato 47 partite con cinque giocatori di movimento più Maremmani. Il caldo asfissiante dei due palazzetti, un bollitore che ha decuplicato le fatiche degli attori in pista.
I protagonisti giallorossoblu: chi sarà decisivo?
La crescita di Català, il Verona decisivo ammirato dalla quarta sfida al Viareggio, il mai domo capitan Illuzzi, Platero, probabile MVP dell’intero campionato (tanto parliamo di menzioni virtuali, quindi ognuno può aver il suo giocatore preferito, senza far torto a nessuno). Oppure le magie di Cocco, apparso un po’ in ombra nei cento minuti giocati in Versilia. Anche lui è alla prima finale scudetto da protagonista. Infine Ambrosio, uomo dalle mille invenzioni, che sta disputando l’ultimo playoff in giallorosso in precarie condizioni fisiche. Questi sono gli Eroi sognati dal popolo giallorosso, che riempirà il Palacastellotti con la sua passione, ed un obiettivo comune: andare in Versilia il prossimo martedì.
Il Forte di Bresciani ha altrettanti argomenti validi. Una squadra che ha meravigliato nella seconda partita, giocata alla perfezione. Bene anche la gara 3, decisa da un giocatore che dopo aver latitato per 140 minuti di finale, ha deciso di cavare dal cilindro due giocate da grande giocatore. Certo, siamo lontani anni luce dai numeri di Pedrito, ma un gol da centropista e un’entrata ottenuta con un’ottima lettura della difesa, hanno portato i versiliesi a godere del vantaggio e di un paio di match point. Sarà ancora Romero l’uomo chiave? Oppure la classe di “El Mejor” Orlandi, MVP indiscusso di gara 2. E se fosse Gnata? Oppure Torner, motorino instancabile, giocatore che sa gestire le tre fasi, difendendo con precisione, architettando millimetriche transizioni e facendosi trovare sempre pronto in fase di conclusione?
Il Forte dispone di armi sufficienti per portare a casa il tricolore, of course. Ma il quarto scudetto consecutivo dovrà sudarselo ed il pronostico forse appare meno marcato di quel può apparire: questo Lodi ha motivazioni da vendere, anche senza aprire l’album dei ricordi.


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