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I tempi cambiano…e Lodi si sveglia campione d’Italia

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I tempi cambiano e il mondo gira veloce. Così cantano i Negrita in uno dei loro ultimi pezzi. Probabilmente Pau e soci non sanno nemmeno cosa sia l’hockey e Lodi sarà conosciuta come il primo casello autostradale provenendo da Milano.
Lo stesso casello che alle 02.50 del 21 Giugno è stato bloccato da trecento persone. Uomini e donne, vecchietti e ragazzi. Aspettavano tutti un pullman, quello che riportava a casa i campioni d’Italia.
Il Lodi campione d’Italia.
Un giorno atteso da 36 lunghissimi anni. Gorizia, 6 Giugno 1981. Fona e Rizzitelli, Fantomas Fantozzi, Hombre Severgnini, Aldo Belli e Fontana adesso hanno dei fratelli. Oddio, dei figli, vista la differenza d’età.
Català, Platero e Ambrosio, Cocco, i fratelli Verona, Maremmani, i giovani Bergamaschi, Coppola e Pochettino e il capitano di mille battaglie Domenico Illuzzi, fino al condottiero Nuno Resende. Questi sono i nomi dei nuovi eroi, questi sono gli esponenti della nuova leva. Quella vincente, la prima senza “senatori”.
IMG_1577Una banda di ragazzini che ha fatto tutto e il contrario di tutto.
Era una squadra giovane e inesperta? Bene, hanno deciso di vincere un tricolore rimontando semifinale e finale con le spalle al muro.
Era a squadra corta? Perfetto, perché lo scudetto è arrivato all’ultimo rigore ad oltranza dell’ultima sfida, dieci mesi dopo il debutto di Suoercoppa con il Forte.
Non onoravano la maglia? Chi, Platero e Ambrosio? Ecco, forse i due nativi argentini potrebbero impartire lezioni di “onorare la maglia”.
Il portiere è inadatto al grand’hockey? Gnata ha esperienza, scudetti e presenze internazionali? Perfetto, così il buon Adria ha esaudito i sogni di bambino.
Poi? Abbiamo altro da aggiungere?
Si, ce ne sarebbe tanta di carne al fuoco. Ma ci fermiamo qui, allo scudetto numero due, alla gioia semplice e schietta della gente, alla quale le nuove leggi e le fobie moderne hanno negato ogni possibilità di festeggiamento.
Ma ai lodigiani non importa: loro si sentono campioni d’Italia, loro SONO campioni d’Italia. Ed oggi il 1981 resta solo un anno lontano e Gorizia una città di confine.

È  l’alba di un nuovo giorno, che ha scacciato un incubo e incoronato il sogno di ogni lodigiano. I tempi sono cambiati, ora aprite le porte che passano i lùdesàn. Con un tricolore cucito sul cuore.