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Hockey. Lodi, au revoir, Europeo

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Con l’esclusione di Forte dei Marmi, Lodi ha accarezzato la possibilità di ospitare la kermesse continentale di hockey su pista, ma non c’erano le condizioni. E se fosse per il 2020?

 L’Italia ha perso la possibilità di ospitare il prossimo campionato Europeo di hockey.  Dopo l’informale rinuncia di Viareggio, avvenuta lo scorso Dicembre, la Federazione Italiana Sport Rotellistici ha cercato di porre rimedio, in una corsa contro il tempo. Organizzare un torneo dalla simile portata non è però un affare che si può chiudere in pochi giorni. Servono uomini, mezzi, strutture e organizzazione. E soldi, ad occhio e croce 100 mila euro. Ospitare 11 nazionali, con relative delegazioni ed eventuali tifoserie al seguito è un impegno che richiede un grande lavoro e un enorme dispendio sotto ogni punto di vista.

Forte dei Marmi ci ha provato, fino in fondo. La Versilia è un luogo che attira turisti come una calamita e un Europeo estivo sarebbe stato quanto di più vivibile nella calda estate italiana.  Ma le condizioni della struttura non hanno consentito di poter puntare sul buon vecchio impianto di “Vittoria Apuana”, nonostante l’impegno della dirigenza rossoblu. I vertici europei non hanno acconsentito, così sono entrate in gioco le alternative.

Con Bassano impossibilitata dall’indisponibilità del palazzetto, Lodi e Novara sono diventate le principale candidate ad Euro 2018. Out quasi immediatamente l’ex capitale dell’hockey italiano, restava Lodi come ultimo baluardo. Le richieste alle alte cariche cittadine e un primo approccio non davano però un esito positivo. La Federazione interpellava anche l’Amatori Wasken: ma come ci si può esporre per una manifestazione così grande, solamente sei mesi prima? No ci spiace, non possiamo aiutarvi. Oltretutto il Palacastellotti sarà oggetto di un’importante ristrutturazione, che partirà non appena la stagione giallorossa si concluderà.

Mettere insieme i cocci, chiedere aiuti in Regione, con le casse comunale sicuramente non floride e i conti sempre in bilico. Così Lodi ha declinato l’invito, evitando di addentrarsi in ciò che poteva essere un salto nel vuoto, oppure una grande opportunità.  

I tempi poi stringevano e, come emerso nel duro Consiglio Federale di venerdì scorso, la pressione di Carmelo Paniagua, che offriva come alternativa la sua Spagna, spingendo la kermesse verso la terra iberica. Infine il verdetto: in Italia non si fa.

Organizzare un campionato europeo a Febbraio con scadenza Luglio è qualcosa di troppo grande per l’Italia e per Lodi. Trovare i fondi e uno staff organizzativo non è affare semplice, soprattutto se la città non ha “l’abitudine” a certi tipo di eventi.

Certo il rammarico resta profondo, in un’estate priva di Giochi Olimpici e della Nazionale di calcio, senza grandi manifestazioni di basket e con un Mondiale di Volley che si giocherà a settembre. L’Europeo di hockey sarebbe stato un grande palcoscenico nel quale l’hockey avrebbe potuto rilanciarsi anche a livello mediatico, con la Rai pronta a fornire la copertura dell’evento.

Invece per un biennio a dominare la scena sarà la Spagna, che ospiterà oltre all’Europeo, anche il World Roller Games 2019, programmati a Barcellona.

Il prossimo appuntamento sarà l’Europeo 2020 al quale l’Italia dovrà puntare con tutte le sue forze. Con Lodi che dovrà necessariamente farsi trovare pronta.

P.V.