Home Cronaca Hockey: lo scudetto e i sacrifici dei giovani lodigiani

Hockey: lo scudetto e i sacrifici dei giovani lodigiani

513
0

L’elenco degli “scudettati” lodigiani si è allungato. Nel 1981 c’erano Aldo Belli, che iniziava a vestire i panni di Ufo Robot, i fratelli Gasparini, Hombre Severgnini, con il suo carico d’esperienza, Rinaldo Uggeri ed Ersilio Spiranelli.

Oggi troviamo ragazzi giovanissimi. Enrico Pochettino, Orlando Coppola ed Erik Bergamaschi, altre al terzo portierone Riccardo Porchera. Sono questi i nomi dei lodigiani che hanno vinto il tricolore, guidati da Luca Giaroni, trait d’union tra i ragazzi del vivaio locale e i protagonisti che hanno regalato uno storico scudetto.

004 Foto panchina tensioneIl ruolo del “Giaro” è particolare: da anni lavora con il settore giovanile ed occupa il delicato incarico di vice allenatore (un pezzo più dettagliato lo troverete domani) e nessuno meglio di lui può stimare il lavoro dei giovani giallorossi.

È semplice ricordare i protagonisti in pista, ma non è altrettanto facile attribuire il valore ha chi ha recitato una parte in penombra  “Un pezzo di scudetto – esordisce il Giaro – va indiscutibilmente ai nostri ragazzi. Hanno giocato poco, è vero, ma il loro poco impegno costante negli allenamenti ha dato l’opportunità a Nuno Resende di preparare al meglio il lavoro in pista. E come abbiamo visto, è stato un lavoro vincente”. Sapevano di non giocare, eppure hanno infuso il massimo impegno “Si ricordano sempre i campioni affermati – continua il tecnico lodigiano – mai chi ha lavorato al loro fianco. L’apporto di questi ragazzi è stato semplicemente fondamentale. Hanno mantenuto un’alta professionalità, cosa non semplice per chi sa già in partenza di non metter piede in pista”. Il Giaro ne parla con un pizzico d’orgoglio, dopo averli allenati con le giovanili “Ovvio che ora devono capire che non possono avere tutto subito. Allenarsi con gente di un certo calibro ha permesso di farsi un grande bagaglio d’esperienza, vivendo situazioni decisamente importanti”. Pochettino e Porchera andranno a Pieve la prossima stagione, Bergamaschi è un classe 2001 e Coppola resterà a Lodi  “Devono comprendere quanto sia importante giocare in A2. Oggi non sono ancora pronti per una A1, soprattutto al livello che c’è a Lodi. Devono acquisire quella maturità che serve per lottare a questi livelli: per chi andrà via sarà utilissimo fare esperienza, soprattutto con un allenatore come Sergio Silva”.

Il duro compito dei giovani

Lavorare, soffrire, fare sacrifici. Svolgere il ruolo del “giovane” è un compito arduo. Deve mantenere la stessa concentrazione del compagno affermato, al quale però, dopo una settimana trascorsa fianco a fianco in pista, passerà solamente la borraccia, oppure scambierà un cinque.  Ma cosa è rimasto dentro? Quali sentimenti ha lasciato lo scudetto sulla pelle dei giovani lodigiani?

Pochettino “Ho un unico rammarico: non aver alzato la coppa a causa dell’esame di maturità”

003 Pochettino contro il DiessbachEnrico Pochettino è il più “navigato” della compagnia, avendo avuto anche esperienze giovanili lontano da Lodi. “Mi ha fatto davvero piacere far parte di un gruppo così forte ed unito. Anche solo facendo gli allenamenti sono cresciuto e certamente maturato. Purtroppo non mi sono tolto la soddisfazione di alzare la coppa della vittoria, perché la mattina seguente avevo l’esame di maturità. Questo è stato l’unico rimorso di una stagione fantastica, conclusasi nel migliore dei modi, che ricorderò anche come quella in cui ho fatto la mia prima rete in serie A”.

Orlando Coppola “Resende non ha fatto sentire inferiore nessuno”

Coppola ha invece trascorso la carriera interamente nel settore giovanile ”Credo che questo scudetto sia merito di tutti e di una società che è stata in grado di mettere le “fondamenta” per questo sogno raggiunto.

002 Orlando CoppolaIo, anche se non ho giocato quasi mai, sono stato quasi sempre presente, sia alle partite (ne avrò saltate giusto un paio per andare a giocare con la B), che agli allenamenti, dove ho cercato di dare il massimo. La stagione è stata impegnativa, ma si è rivelata un’esperienza da cui si posso solo trarre vantaggi:  ho cercato di “rubare” il più possibile a giocatori con molta esperienza e di alto livello.

La squadra poi è sempre stata ottimista, anche nei momenti un po’ bui: ma ci abbiamo sempre creduto, tutti fino in fondo”.

Interessante anche il suo pensiero sul mister portoghese “Nuno ha sempre integrato tutti e non ha fatto sentire inferiore nessuno, ponendo tutti sullo stesso piano: per questo e per ciò che mi ha insegnato, lo ringrazio molto”. Un Coppola che traspare maturità anche in queste dichiarazioni e che si emozionato per la festa scudetto “Vedere Lodi così è stato spettacolare – conclude Orlando -, l’arrivo al casello, la gente che nonostante l’orario di martedì sera era al palazzetto a festeggiare è stata un emozione unica da provare e vivere”.

Porchera e la supercoppa, Bergamaschi è ancora “young”

Riccardo Porchera ha vissuto la stagione di De Rinaldis da secondo. In questa ha visto la panchina solo in rare occasioni, ma una è stata sufficiente per alzare la Supercoppa italiana, sostituendo Mattia Verona “Purtroppo ho giocato poco, solo nella vittoria in Supercoppa” è il suo commento, che fa traspirare un filo di rammarico. Ma “il ragazzo si farà”, come cantava De Gregori e la prossima esperienza a Pieve, in un campionato di A2, potrebbe farlo crescere in maniera importante. Il portierone lodigiano ha le qualità per emergere: in fondo anche Català a vent’anni era un emerito sconosciuto…

Per Bergamaschi invece è stata la prima esperienza con la serie maggiore: l’attaccante lodigiano è il più giovane della compagnia e l’esperienza con la prima squadra non potrà non avergli regalato un gran carico di emozioni.