Lodigiano

Hockey. Amatori Lodi – Noia Freixenet e il glorioso fascino degli anni ’80

Amatori Lodi-Noia Freixenet: quando c’è, conta. Tra giallorossi e rossoneri non sono mai sfide banali, nessuna partita è scontata, nessuna gara inutile: tutte hanno uno storico peso specifico. Il bilancio finora recita una semifinale e due finali dove a prevalere  è l’Amatori, che ha eliminato i catalani per 2 volte e perso in una sola occasione, anche se il bilancio parla di 4 vittorie rossonere e 2 giallorosse.

1982 il debutto in Coppa dei Campioni

Il tutto iniziò 30 anni fa in una semifinale di Coppa dei Campioni: l’Amatori Lodi era reduce dal suo primo ed unico scudetto, quello vinto a Gorizia, mentre il Noia, formazione di San Sadurni, sulle colline della Catalunya a 50 km da Barcellona, aveva conquistato il secondo posto nella Liga, alle spalle della corazzata Blaugrana della capitale.

L’andata si gioca in Spagna ed i giallorossi prima vanno sotto per 4-1, poi rimontano con la coppia toscana Fantozzi-Barsi fino al 4-3.

Il ritorno al “Revellino” è incandescente, come sempre in quegli anni. I catalani partono forte e si portano fin sull’1-3. Nel secondo tempo segnano Barsi e Fantozzi, ma Aldo Belli è scatenato e con 5 reti trascina i giallorossi sull’8-4: il Noia è battuto e l’Amatori vola in finale. Nella finale, poi, il Barcellona si mostrerà in tutta la sua forza, lasciando al Lodi solo un rimpianto che dura da oltre un trentennio.

1987 il trionfo in Coppa CERS

Nel giugno dell’87 matura il primo grande successo europeo dell’Amatori Lodi, in quella che fu la serata più gloriosa del mitico “Revellino”. I giallorossi raggiungono la finale di Coppa CERS senza troppa fatica: Carhaix e Gazinet Cestas non rappresentano ostacoli validi per l’Amatori, mentre il Tordera si auto elimina non presentandosi in pista, sotto per 3-0,  nel secondo tempo dell’andata,

La finale all’”Ateneu Agricola” sembra in salita, un Tourmalet che  giallorossi scalano con il loro gioco migliore: il collettivo. Saccò para benissimo, Citterio è un gladiatore, Luz mostra lampi di classe, mentre Belli e Rocha in attacco si completano a vicenda. Il Noia conduce fino al massimo vantaggio di 7-3 a pochi istanti dal termine. Ma i rossoneri devono fare i conti con la coppia di stranieri Rocha – Luz, che con due reti in extremis rimettono in gioco la qualificazione. Rimontare un 7-5, due reti di scarto si può, eccome. Il Noia è una buona squadra, ma ancora acerba. Una doppietta a testa per Belli e Rocha, oltre all’acuto di Auladell portano il match sul 4-1 all’intervallo. Citterio piazza l’allungo, sembra fatta ma un giovane Santi Cardà e Toni Rovira riportano sotto il Noia, fin sul 5-3. Siamo in perfetta parità, purtroppo non vale il gol doppio in trasferta come nel calcio. Così, l’idolo di casa Aldo Belli, trova la rete del 6-3 che ribalta il punteggio e regala a Lodi la prima vera grande gioia europea.

Coppa delle Coppe 88 hockey1988 In Coppe delle Coppe la vendetta del Noia

Trascorre solamente una stagione dalla finale dell’anno precedente e Lodi-Noia diventa nuovamente il capitolo conclusivo di una competizione europea. Rispetto all’ultima finale di CERS è cambiato tutto: a Lodi non troviamo più l’asse difensivo Luz – Citterio ma la coppia Danilo Nava – Ferrari, mentre il Noia si presenta come una corazzata: Emili in porta, Ballabriga, Hom, Santi Cardà, oltre a Barcelò, Puig e soprattutto J.E. Torner e Rovira. Ancora una volta l’andata si gioca in Catalunya, mentre il ritorno a Lodi. Ma questa volta non riesce la “remontada” giallorossa: il Noia Freixenet è un colosso che dopo aver conquistato la sua prima ed unica Liga (allora si chiamava Division de Honor),vince il trofeo imponendosi all’andata con un largo 11-5; nel ritorno, dopo l’illusorio doppio vantaggio firmato Belli, i rossoneri allungano con tre reti di Toni Rovira e s’impongono 4-8.

Dopo quel successo il Noia inizierà il suo ciclo d’oro, che lo porterà a dominare per un triennio in Spagna ed in Europa, vincendo, nel 1989, la sua unica Coppa dei Campioni.

Dopo 24 anni Lodi e Noia si ritrovano sabato, dove andrà in scena la settima sfida di una storia che vanta molte similitudini: entrambe le squadre vengono da due vittorie, sempre nel finale e sempre contro le capoliste dei rispettivi campionati: se l’Amatori ha sconfitto il Viareggio, il Noia ha battuto 3-2 il Liceo La Coruna. In palio non c’è una finale, ma una qualificazione tutta da conquistare in una gara da non perdere: Noia e Amatori Lodi hanno fatto la storia di questo sport.

Paolo Virdi


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