Home Cronaca HOCKEY. Amatori, dopo la notte dei lunghi coltelli è cambio della guardia?

HOCKEY. Amatori, dopo la notte dei lunghi coltelli è cambio della guardia?

61
0

marzellaLa notte dei lunghi coltelli lodigiani. Una serata fuori da ogni logica, un’annata che rischia di diventare troppo compromettente, anche per il futuro.

Lodi – Matera, un incontro che sembrava dagli esiti scontati. Festegiamenti per Valerio Antezza, che con l’Amatori ha giocato un’unica stagione lasciando comunque un ricordo indelebile. Il suo addio ha lasciato un retrogusto amaro, anche perché perché Antezza nella città del Barbarossa poteva restare… Inutile rivangare troppo. Cerchiamo di capire una situazione complessa, contorta e che di chiaro non ha niente.

Ore 07.00: un quotidiano locale pubblica un’intervista a Pino Marzella, che all’apparenza sembra come altre classiche interviste prima del match, invece leggendo meglio tra le righe… “(…)io per esempio sono arrivato a Lodi due anni fa per portare l’Amatori ad alti livelli anche in ambito europeo. Ma forse dopo un anno e mezzo potremmo rivedere i nostri piani”. Un’affermazione che stona con chi sembrava voler ancora combattere dopo la sconfitta di S. Sadurni d’Anoia.

Ore 18.00: in tutta fretta i ragazzi Under 20 vengono convocati dal presidente D’Attanasio. I ragazzi, carichi di entusiasmo si precipitano così al Palacastellotti; il numero uno lodigiano si sente braccato dalle pressioni interne e con un’iniziativa senza precedenti passa alle vie di fatto: i giocatori della prima squadra restano ai box, in pista ci vanno i ragazzini.

Ore 20.30: la prima squadra sembrava in blocco voler ritardare la partita per motivi puramente economici. La tensione inevitabilmente prende il sopravvento le forze dell’ordine intervengono per tenere calmi i tifosi, i quali esigono spiegazioni sul “loro” Amatori.

Si parla di sfratti, mal gestione delle case, stipendi e vitto, insomma, la crisi c’è ovunque, ci sono operai che scioperano o che restano in cassa integrazione, ma il loro posto di lavoro lo difendono con il coltello tra i denti. “Voci di corridoio” parlano di un paio di mesi di arretrato, nello sport sono una bazzecola. La situazione è difficile, ma non insanabile. E poi ci sarebbe un piccolo particolare: l’amore per la maglia. Lodi non è una piazza qualsiasi, i suoi tifosi si fanno migliaia e miglia di km, che negli anni sono diventati ormai milioni. Quanto meno, mettersi sotto la curva facendo il gesto con pollice e indice “Signori, i soldi sono finiti”, non è eticamente educativo. Nel 1996 “l’Amatori che fu”, quello nato nel 1964, non pagò stipendi ai fratelli Bertolucci, Cupisti, Folli, Belli, Marrone, Bacci, Bresciani e altri ancora da ottobre a fine stagione. Ma la squadra sudò fino all’ultimo tiro di rigore al “Riazor”, giocando per amore della maglia e rispetto dei tifosi, che pagarono con le loro collette le trasferte europee…

Ore 20.55: il Presidente D’Attanasio con un atto d’orgoglio e senza precedenti, prende il microfono e davanti alla platea conferma la sua prima intenzione di far giocare i ragazzi, perché si sente ricattato (ha detto proprio così “non voglio cedere ai ricatti”). Però per rispetto di pubblico ed avversario, in pista ci andrà la prima squadra. Ma all’indomani (oggi per chi legge, ndr) verranno presi seri provvedimenti.

Ore 02.00: nella notte le voci girano incontrollate, invece ancora sembra tutto come prima, in attesa della giornata odierna, dove si attende una notizia, che sarebbe anche la più scontata, con un cambio della guardia: via Marzella, dentro Bresciani, tenuto “in caldo” da tre mesi.

Il perché? Le motivazioni sono molteplici, ma una spaccatura interna sembra evidente, soprattutto dopo la trasferta di St- Omer, spartiacque delle relazioni interne, come già denunciato da Bresciani nell’unica sua dura uscita mediatica, dove condannava il tecnico ed alcuni ex compagni (troppo pro-Marzella) di esser stato “fatto fuori”.

E la partita? Dopo un coro (e qualche lacrima) per Antezza, tutti i giocatori lodigiani dimostrano comunque  impegno. L’Amatori vince 4-2 in un clima surreale, con tre reti tutte uguali: giocata di “pura tecnica” dalla destra ed inserimenti di Festa e Tataranni, che da sotto rete infilano al volo. Il Matera trova il gol con Antezza dai 25 metri (e un Losi coperto) e su rigore. Il 3-2 si mantiene fino al termine, con Carmazzi che regala un piccolo show facendo ribattere a Gimenez la punizione del possibile pareggio per il fallo numero 15, ma San-Losi sventa. Velazquez, a fil di sirena chiude una serata tra le più grigie, che fa da preambolo ad un futuro nero. Nerissimo.