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Habemus Papam. Francesco, il Pontefice argentino che si sposta in autobus e cucina da sé

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Papa FrancescoHabemus Papam.

«Adesso vorrei dare la benedizione ma vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica…». L’immagine di ieri del Papa che si inchina davanti ai fedeli per ricevere una preghiera già fa comprendere il calibro di un grande uomo, accolto subito con emozione ed apprezzamento.

In queste ore in tutto il globo e in particolar modo in Argentina è grande festa per la nomina del nuovo Papa. Jorge Mario Bergoglio, 76 anni è il primo gesuita e primo latinoamericano a diventare Pontefice. Ma Papa Francesco è anche un po’ italiano. Il padre faceva il ferroviere ed era un emigrato piemontese, si chiamava Mario come lui, a vent’anni andò in Argentina per cercare lavoro.

La sua semplicità e la sua austerità sono le sue caratteristiche. In questi anni ha vissuto in un piccolo appartamento a Buenos Aires, dove si sposta abitualmente in autobus e si prepara la cena da solo. Quando venne nominato cardinale nel 2001 da Giovanni Paolo II, i fedeli avevano predisposto una colletta per festeggiare e per il suo viaggio a Roma. Lui, però, chiese loro di rimanere in Argentina e donare i fondi raccolti ai poveri. Uomo solido nella dottrina e allo stesso tempo riformatore, attentissimo al sociale.

Bergoglio da ragazzo lavorò in fabbrica dove si occupa delle pulizie. Si diplomò come perito chimico. A 21 anni entrò nella Compagnia di Gesù. Ha una laurea in Filosofia, una in teologia, una tesi dottorale in Germania. A 37 anni era già superiore dei gesuiti in Argentina. Parla lo spagnolo, l’italiano, l’inglese, il francese, il tedesco e… il dialetto astigiano. E’ un uomo molto colto, umile, duro all’occorrenza.Durante la dittatura militare riuscì a salvare sacerdoti e cittadini. La spiritualità di Francesco, fanno sapere dalla comunità gesuita, promette molto in tema di riforma della Chiesa.