Politica

Governo, Pedrazzini: «I due forni? Di Maio rischia di fare la fine del tacchino»

ROMA, 19 APRILE 2018 – “Giggino o’Congiuntivo continua a illudersi di poter fare il premier e dopo una serie di diktat sull’esclusione di Berlusconi, irricevibili da Salvini e da Forza Italia, lancia un ultimatum al leader della Lega: o rinuncia in una settimana all’alleanza con il Cav o lui chiuderà uno dei due forni, lasciandosi aperta solo la possibilità di un’intesa con il PD. Poco importa che nel frattempo il Capo dello Stato abbia dato un incarico esplorativo alla Presidente del Senato: Di Maio sembra interessato a tutto fuorché ad assicurare un Governo al Paese in una situazione economica ancora precaria e di fronte a uno scenario internazionale quanto mai incerto.

Su una cosa, però, Di Maio ha ragione: quando sostiene che, a differenza dei grillini, Matteo Salvini non può giocare da solo una partita a tutta campo. Infatti, è il centrodestra unito che ha vinto le elezioni ed è l’alleanza tra il Cavaliere, il Carroccio e la Meloni che gli italiani hanno chiaramente indicato di preferire. Come ha agito in queste settimane, siamo certi che il segretario federale della Lega continuerà a mantenere il punto.

Sbaglia, però, Di Maio quando dice che Salvini non può dettare condizioni con il suo 17% a un partito del 32%, perché la Lega non parla per sé ma, forte di quel 37 per cento di elettori che hanno scelto centrodestra, ha il diritto di esprimere il premier.

La politica dei due forni non l’ha inventata il M5S e Di Maio non è Craxi e neppure Andreotti: il suo analfabetismo politico rischia di giocargli un brutto scherzo e la sua insaziabile sete di poltrone (di una in particolare, quella di Palazzo Chigi) di ritorcerglisi contro. Lo sa Martina che, pur nella inevitabile debolezza di portavoce a termine di un partito ripiegato su se stesso, ha comunque ben chiaro che la rottura tra 5Stelle e centrodestra potrebbe rimettere in gioco il PD ed è altrettanto consapevole che per la sua base è molto più digeribile un Governo guidato da un grillino di sinistra camuffato da figura istituzionale, come il Presidente della Camera.

Fico, dunque, e non Di Maio salirebbe al Colle se il leader 5Stelle rinunciasse al forno del centrodestra. In quello del centrosinistra lui verrebbe cotto a puntino. Dopo essersi atteggiato a pavone, Giggino farebbe così la fine del tacchino”. Così Claudio Pedrazzini, Deputato di Forza Italia, sulla posizione del M5S relativamente alla formazione del nuovo Governo.


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