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Generi alimentari scaduti di nuovo sulle tavole dei consumatori

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Quintali di alimentari scaduti, che al posto di essere smaltiti o utilizzati secondo le norme di legge, sarebbero finiti di nuovo in commercio. Generi alimentari rietichettati, allungando la scadenza.

Formaggi, tortellini, carne e pesce, scoperti in un capannone di Chignolo Po. Cibo pericoloso per la salute pubblica. L’ipotesi della procura di Pavia è che parte di quel cibo sia finita in alcuni negozi e sulle tavole di alcuni ristoranti pavesi, anche se l’indagine non è riuscita a ricostruire l’intera filiera.

Otto le persone, tra fornitori, intermediari e anche il titolare di una ditta di smaltimento di scarti alimentari., che sono finite nei guai. Per quattro di queste l’accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla frode in commercio. F. L., 48 anni, di Chignolo Po, E. S., 46 anni, di Chignolo, A. A., di 62 anni, e F. A., di 37 anni, entrambi di Castel Sant’Angelo, titolare e dipendente di una ditta di smaltimento di scarti da macellazione, devono rispondere di avere messo in piedi un’attività di commercio di generi alimentari abusiva e di distribuzione di prodotti alterati o contraffatti attraverso etichette “bugiarde”, con data di scadenza e numero di lotto contraffatto.

Altre accuse sono di avere immesso sul mercato alimenti nocivi per la salute pubblica, di aver conservato cibi in maniera inadeguata, trasportati in veicoli senza celle frigorifere e quindi di avere venduto sostanze non genuine come genuine.

L’indagine vede coinvolte altre quattro persone con l’accusa di “incauto acquisto”, una variante della ricettazione. Si tratta di P. G., di 46 anni, A. T., 46 anni, P. G., di 33 anni, S. C., di 57 anni, tutti domiciliati tra Chignolo e Castiraga Vidardo, nel Lodigiano. Due sono fornitori, uno è negoziante e c’è anche un ristoratore.

L’inchiesta era partita dal controllo di un camion a Landriano, nel 2014. Diverse contestazioni, in particolare per l’acquisto e la messa in vendita del cibo, sono però riferite al 2015. Il mezzo trasportava alimentari, ma il trasportatore non era riuscito a fornire nessun documento di trasporto o documenti sulla provenienza della merce, trovata in scarse condizioni igieniche tra cui alcuni prodotti già scaduti.

In seguito alcune perquisizioni a Chignolo Po avevano avevano portato alla luce, stipati abiusivamente in alcuni locali nei pressi delle abitazioni degli indagati, diversi generi alimentari di dubbia provenienza.