Cronaca

Ferri: Discriminata perché leghista. Lettera aperta al Presidente Nazionale, Lombardo e Provinciale della Croce Rossa

“Chi vota Lega qui dentro non ci può stare” “visto che a Lodi negli ultimi tempi l’aria che si respira è quella che è – immagino l’istruttrice si riferisse all’attuale Sindaco leghista – chi la pensa così e stasera è qui, ha forse sbagliato posto”.

Lettera aperta inviata al Presidente Nazionale, Lombardo e Provinciale (LO) di CROCE ROSSA ITALIANA 

Gentili Presidenti, vi scrivo per denunciare un fatto che mi ha lasciata davvero senza parole, accaduto giovedì 11 ottobre a Lodi, durante la seconda lezione di formazione del Corso Base per diventare volontario di Croce Rossa Italiana.

Trovo solo ora la forza di scrivervi, ero molto combattuta dal farlo visto che Croce Rossa rappresenta un’icona indispensabile che opera in tutto il mondo dal 1864 e mai avrei voluto calare un sipario negativo su di essa. Nutro infatti massimo rispetto, stima ed onore verso le persone che ne fanno parte.

Credo tuttavia che chiunque indossi una divisa come questa, debba essere responsabile del proprio comportamento con la consapevolezza di rappresentare l’intera associazione prima ancora che se stesso ed è proprio per questo che ho deciso di non tenere riservato l’accaduto. 

L’istruttrice regionale di Croce Rossa Italiana, delegata del servizio di Area 2 del lodigiano, stava tenendo una lezione avente come tema principale l’area Socio Sanitaria.

Durante la spiegazione, facendo riferimento alle persone cui la Croce Rossa, presta servizio di assistenza, elenca le cosiddette categorie “vulnerabili”: disabili, tossicodipendenti, minori, carcerati, immigrati/rifugiati … ecc 

Entrando nel merito di ogni singola categoria, arrivata a trattare la voce immigrati e rifugiati, la sento affermare: “Chi vota Lega qui dentro non ci può stare” e ancora “visto che a Lodi negli ultimi tempi l’aria che si respira è quella che è – immagino l’istruttrice si riferisse all’attuale Sindaco leghista – chi la pensa così e stasera è qui, ha forse sbagliato posto”.

Sono profondamente amareggiata, incredula, offesa ed arrabbiata, per quello che le mie orecchie hanno sentito, io sono tesserata Lega dal lontano 2008 e quella sera mi trovavo lì, esattamente nel luogo dove secondo l’istruttrice non avrei dovuto stare, visto che non la penso politicamente come lei, perché io sono leghista! 

Non nascondo che sentire affermare frasi di questo genere è stato per me a dire poco scioccante ed umiliante, mi sono sentita ferita. 

Nel 2011 dopo già un anno e mezzo di servizio di trasporto base in ambulanza, mi sono certificata soccorritore DAE abilitata a svolgere servizi di emergenza urgenza, presso l’associazione Croce Verde Pavese, dove per anni ho svolto con massimo impegno e dedizione il mio ruolo di volontaria. 

Ho sempre dedicato tantissimo del mio tempo libero al volontariato sin dall’età di 18 anni. 

Mi sono trasferita a vivere da Pavia a Lodi, sono diventata mamma ed ho dovuto prendere un periodo di aspettativa.

Ho sempre mantenuto attivo il desiderio di rientrare il prima possibile a prestare servizio in ambulanza così che ho deciso di intraprendere il corso di formazione presso la Croce Rossa di Lodi. 

Fare volontariato per me, significa svolgere un’attività di aiuto gratuito e spontaneo verso persone di qualsiasi età, sesso, etnia, religione o provenienza che versano in condizioni di indigenza o che necessitano di assistenza. 

Nel rispetto dell’ art. 3 della nostra Costituzione, il Codice Etico di Croce Rossa Italiana, al titolo II paragrafo 6 riporta il principio di imparzialità e parità di trattamento e qualsiasi aspirante volontario ne è a conoscenza. 

Trovo profondamente scorretto il comportamento dell’istruttrice, che si è permessa di fare politica davanti ad un gruppo nutrito di persone, facendo dichiarazioni discriminatorie che ledono la libertà di pensiero individuale.

Credo che un soccorritore lo si debba valutare sulla base dei test che è chiamato a sostenere prima di conseguirne il titolo oppure sul campo, quando è a diretto contatto con i bisognosi, ma non è possibile dare lui un giudizio per la personale idea politica, tralaltro non manifesta, ancor prima di averlo visto in azione. 

Il volontariato è la più alta forma di altruismo e non deve avere colore politico! 

Certa che l’idea dell’istruttrice, non rappresenti affatto la Croce Rossa Italiana, mi auguro non avvenga più un simile e gravissimo episodio. 

Cordialmente  Eleonora Ferri 


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