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Fanghi in agricoltura. Baffi: “Evitiamo inutile propaganda”

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“Nei giorni abbiamo letto i proclami con i quali Regione Lombardia ha annunciato che in 168 Comuni lombardi (9 dei quali in provincia di Lodi) non sarà possibile spandere fanghi in agricoltura.

Ci si è in realtà limitati all’ordinaria amministrazione. Le misure a cui si fa riferimento sono contenute nel decreto 18334, che semplicemente attua quanto previsto dalla delibera regionale 2031 del 2014: essa prevede che ogni anno Regione Lombardia individui – in base a precisi criteri indicati dalla normativa nitrati e della normativa di settore – i Comuni nei quali non si possono spandere fanghi in agricoltura.”

L’elenco dei Comuni nei quali viene applicato il divieto di spargimento dei fanghi per il superamento dei limiti fissati dalla direttiva nitrati è l’effetto di un semplice calcolo matematico risultante  dal rapporto tra superficie agricola e numero dei capi di bestiame allevato. Il decreto contiene, quindi, l’elenco dei Comuni della Lombardia per ognuno dei quali sono indicati: il rapporto tra superficie agricola e carico di azoto da effluenti di allevamento, calcolato sulla base dei dati di consistenza del bestiame, zona di riferimento e limite di azoto da effluenti di allevamento. ai sensi della direttiva nitrati, possibilità (SI) o impossibilità (NO) di distribuzione di fanghi di depurazione ai sensi del D. Lgs. 99/1992 nella campagna 2019-2020. 

“Ritengo che sarebbe opportuno concentrare gli sforzi per introdurre la vera novità che si attende in Lombardia in tema di fanghi, ovvero l’applicazione della riduzione delle tipologia di fanghi ammissibili, il cui elenco era già stato approvato con delibera di giunta nel giugno 2019. Rinnovo l’invito all’Assessore a valutare di anticipare il più possibile il termine di entrata in vigore, oggi previsto a giugno 2020.”

Lo afferma in una nota Patrizia Baffi, Consigliera Regionale di Italia Viva.

Il nuovo elenco prevede la riduzione di circa il 30% delle tipologie di fanghi ammissibili in agricoltura ad oggi previste, con particolare riferimento ai fanghi di origine industriale.

Un primo risultato che è seguito all’approvazione della risoluzione sul tema, firmata anche dalla stessa Consigliera Baffi.